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Data: 10 dicembre 2007

Stabilimento Alfa Romeo - Verso il Polo della Mobilità Sostenibile

di Mario Agostinelli e Francesco Bianchi
Il progetto di deindustrializzazione della grande fabbrica di Arese sta prendendo slancio. Si tratta di una sfida “impossibile”
I primi a lanciare il Polo della Mobilità Sostenibile (Pms) sono stati i sindacati dei metalmeccanici, in rappresentanza dei lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese. Non hanno accettato come ineluttabile l'annichilimento della presenza di un'attività industriale di punta La sfida è stata raccolta e condivisa dalla Presidenza della Regione Lombardia. Da qui (primavera 2003) ha preso avvio il progetto di collocare ad Arese, in una porzione dell'area ex Alfa Romeo, un “polo” di attività di ricerca, servizio e industria orientate a fornire beni e servizi per la “mobilità sostenibile”. Tali attività dovrebbero inoltre consentire il re-impiego delle risorse umane ancora presenti nello stabilimento Alfa Romeo.
L'idea sottostante al progetto costituisce, per taluni aspetti, una rovesciamento del tradizionale rapporto tra territorio e industria. Non più quindi “ciò che è buono per l'industria deve necessariamente essere buono per il territorio”, bensì “ciò che è buono per il territorio genera una domanda di prodotti e servizi che costituisce un'opportunità per l'industria”.
Nel dicembre 2003 Enea ha ricevuto dalla Regione Lombardia l'incarico di indagare le condizioni pre-fattibilità del Pms. Lo studio, completato nel mese di luglio 2004, è diventato il quadro concettuale di riferimento per lo sviluppo del progetto.
Lo studio enuncia un insieme di proposizioni guida. In primo luogo assumere come riferimento le strategie europee nel campo della tutela dell'ambiente, della mobilità, della gestione dei rischi connessi agli approvvigionamenti energetici. In questo contesto assumono valenza di particolare rilievo le iniziative europee per sostenere l'idrogeno come vettore energetico.
Segue una riflessione sul fatto che la Lombardia, maggiore mercato dell'auto in Italia, territorio congestionato e molto inquinato, esprima un grande bisogno di soluzioni innovative nel campo dell'energia e della mobilità.
Lo studio ha evidenziato altresì la disponibilità di una grande varietà di tecnologie e modelli di servizi utili per la mobilità sostenibile. Il problema è come favorire il loro trasferimento al mercato. L'idea chiave che regge la parte propositiva dello studio è quella di determinare nicchie di mercato realizzando sinergie a livello “distrettuale”.
Prendiamo il caso dei veicoli alimentati a idrogeno. Tutte le maggiori case automobilistiche hanno realizzato prototipi funzionanti. La mancanza di una rete di rifornimento costituisce uno dei maggiori ostacoli allo loro diffusione sul mercato. All'opposto i gestori delle reti non investono nelle nuove stazioni perché non vi è un parco auto adeguato.
Come rompere il circolo vizioso? Con iniziative in aree territoriali circoscritte, quelle a maggiore potenziale (l'area milanese in primis), capaci di “forzare la domanda” inducendo i gestori di flotte di mezzi circolanti nell'area ad adottare veicoli innovativi e promuovendo la realizzazione di reti “distrettuali” di stazioni di rifornimento. Analogo approccio distrettuale può essere applicato allo sviluppo delle applicazioni “stazionarie” dell'idrogeno.
Per promuovere questo insieme di sinergie sistemiche occorre un centro che al proprio interno integri ricerca, servizi e industria e sappia attrarre investimenti e finanziamenti. Il Pms può costituire inoltre il perno del distretto della mobilità sostenibile milanese e, di per sé, un distretto energetico.
In questa prospettiva Arese si candida autorevolmente a divenire una delle dieci Hydrogen Communities previste e finanziate dal progetto europeo HyCom. Ricordiamo che la superficie complessiva dell'area è di ca. 2 milioni di mq e che, di per sé, può costituire un “distretto” per la sperimentazione di applicazioni stazionarie del vettore energetico idrogeno.
Sinergie sono inoltre possibili con i comuni del circondario nonché con il polo fieristico di Rho-Pero. Il progetto del Pms ha una valenza strategica e sistemica troppo grande per poter essere governato da lobby chiuse.
Lo studio Enea ha contribuito ad allargare il confronto ad altri attori, e il 14 dicembre lo studio è stato presentato ad amministratori locali, sindacalisti, operatori economici e sociali.
L'iniziativa per acquisire i finanziamenti Hycom si fa stringente. La sfida "impossibile" è tuttora aperta.
* Mario Agostinelli , nell'ambito di Enea, ha coordinato un team, di cui fa parte anche Francesco Bianchi partner di Nesos Srl, per la redazione dello studio di pre-fattibilità del progetto del Polo della Mobilità Sostenibile di Arese