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Sito denuclearizzato

Data: 10 dicembre 2007

Palazzo Isimbardi - Manca collegialità nella giunta

di Pietro Mezzi - Assessore al Territorio e Parchi della Provincia di Milano
In questi tre mesi effettivi di attività, al di là di una sostanziale omogeneità
sui temi di fondo, sono emerse le distonie tra alcune componenti dell'alleanza
che non era difficile prevedere.
Il ventaglio delle forze che compongono la giunta Penati è ampio e su alcuni temi la sintesi va trovata a prezzo di un complesso lavoro di mediazione. Non è una sorpresa, l'ispirazione e la visione politica di Rifondazione Comunista e della Margherita sono molto differenti, così come è diverso l'approccio ai temi dell'ambiente tra noi e i Ds. Il confronto interno alla coalizione è una condizione ineliminabile e non necessariamente rappresenta una preoccupazione, il problema è riuscire a fare passare alcuni punti qualificanti senza mortificare i capisaldi dell'ambientalismo e di una corretta gestione amministrativa. Ecco i temi più suscettibili di creare frizioni. Al primo posto metto le nuove strade lombarde che attraversano la provincia di Milano e la definizione del loro tracciato: Brebemi (Milano-Brescia), tangenziale Est esterna e Pedemontana. È questo uno dei temi più qualificanti, le infrastrutture viarie fortemente sostenute dalla Regione e che i Verdi, invece, avversano. Non è stato, e non sarà, facile trovare una condivisione nella giunta: solo sulla nuova tangenziale vi è un accordo, per noi soddisfacente, basato sul no alla realizzazione dell'opera tout court. La Brebemi sarà il terreno di maggiore scontro, perché alcuni partiti della coalizione non nascondono un atteggiamento favorevole al progetto. Allo stato è difficile ipotizzare la soluzione di questa contraddizione, ma è presumibile che il dibattito sulla Milano-Brescia sia risolto al tavolo regionale. Su questo tema, la mobilitazione dei sindaci e dei comitati dei comuni interessati non può essere lasciata cadere, ma va anzi tenuta viva, anche in chiave di battaglia all'interno della giunta. Diverso ancora il quadro della autostradaPedemontana, il cui destino dipenderà da due fattori: le risorse finanziarie e il parere dei comuni attraversati. L'intricata questione della Milano Mare (concessionaria delle tangenziali cittadine e della Milano-Genova) si sta dipanando grazie ad un'alleanza tra Provincia e Comune di Milano, che può essere vista come positiva. A patto che non si ceda a incertezze, o peggio, a indulgenze nei confronti del socio privato Marcello Gavio, che va messo in condizioni di non potere in alcun modo procedere all'attuazione del progetto di acquisizione del controllo, favorito negli anni scorsi dalla giunta Colli. Sui rifiuti le divergenze sono le più accentuate, anche se finora non si sono manifestate esplicitamente. Le scelte delle tecnologie di trattamento, il rapporto con Milano e il suo disimpegno dalla raccolta differenziata, la vicenda dell'incremento di capacità dell'inceneritore di Silla 2, rappresentano fin da ora elementi di forte contraddizione all'interno della coalizione, in uno scenario di "emergenza non dichiarata". Da ultimo una riflessione merita il metodo della collegialità delle scelte, che non sempre viene perseguito. A parte episodi minori, la carenza di dibattito per una piena condivisione delle scelte è risultata evidente nel caso dell'annuncio da parte di Penati di attribuire il Premio Isimbardi al centro sociale Leoncavallo. Operazione condivisibile, come ho già avuto modo di sostenere, ma che avrebbe dovuto essere gestita in forma collegiale, evitando che fosse reso pubblico il dissenso nel centrosinistra. Insomma, alcuni buoni risultati (su tutti la scelta di mettere in campo un progetto alternativo alla tangenziale Est esterna), una serie di problemi all'orizzonte (rifiuti e politica della casa) e una giunta che deve discutere di più e con più collegialità. E un presidente che deve ritornare a interpretare il ruolo politico tenuto per mesi in campagna elettorale: quello cioè vicino ai cittadini di Milano e provincia. Quel profilo che ci ha fatto vincere le elezioni.