di M.V.
Il decreto dello scorso anno per accelerare l'iter autorizzativi per i nuovi impianti, potrebbe essere superato. Il governo ha votato il recepimento della direttiva Ue che potrebbe togliere i maggiori poteri al ministro per l'industria Antonio Marzano. Il provvedimento del 2003 ha di fatto aperto la caccia all'autorizzazione nel paese, sia da parte delle compagnie italiane che da quelle straniere.
L'obiettivo dichiarato di Marzano era di impedire nuovi blackout, come quello che due estati fa spense per diverse ore l'intero paese. Una ricetta insostenibile e di fatto inutile, replicavano Verdi e associazioni ambientaliste. Per ovviare ai rischi di interruzioni della fornitura elettrica è sufficiente approntare serie politiche di razionalizzazione, di aumento dell'efficienza delle centrali elettriche esistenti (che mediamente si attestano al 30-35% contro obiettivi già praticati da alcune compagnie del 60-65% in impianti a ciclo combinato a gas), e soprattutto di risparmio negli usi finali dell'energia, sia nel settore civile che industriale.
Il ricorso a iniziative più sostenibili era, ed è, imposto anche dall'esigenza per il nostro Paese di rispettare gli obiettivi di Kyoto, il protocollo internazionale per il contenimento dei gas serra che a febbraio entrerà in vigore, e che prevede che il nostro Paese riduca del 6,5% le emissioni rispetto al 1990 (nel frattempo aumentate del 7%).
Nonostante questo, Marzano e l'intero governo fecero spallucce, dando il via, con lo “sblocca centrali”, a una serie di autorizzazioni che hanno sollevato le proteste di numerose comunità locali sparse in tutta Italia, contrarie ad assurde localizzazioni (nel pavese il piano regionale approvato dal governatore Roberto Formigoni , benedetto dal premier Silvio Berlusconi, prevede tuttora addirittura tre nuove centrali).
Finalmente, con l'avvio del recepimento della direttiva, l'orientamento europeo pare abbia prevalso al consiglio dei ministri. E finalmente si potrà fissare qualche paletto alle localizzazioni facili dettate dal profitto degli operatori del settore energetico.
Il decreto legislativo affida al ministero dell'ambiente la valutazione ambientale sulla installazione dei nuovi impianti. E questa diventa una condizione preliminare a qualsiasi passo successivo volto all'autorizzazione di nuovi impianti.