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Data: 10 dicembre 2007

Treni regionali - I pendolari del ritardo

Patrizia Baldini e Angelo Pisoni - Verdi Legnano
Quella che vogliamo raccontare è l'esperienza quotidiana di un pendolare sulla tratta della linea ferroviaria Milano-Varese, che, secondo Trenitalia, ha bisogno di tagli nelle ore di punta nelle stazioni intermedie tra Legnano e Rho.
Treni soppressi nelle ore di massima utenza nelle fermate di Canegrate, Parabiago, Vanzago. E poi? Poi un fiume di pendolari che aspetta chissà cosa sui marciapiedi delle stazioni, fiumi di auto sulle strade per raggiungere stazioni sempre più lontane, se non la metropoli lombarda.
Si sono mossi spontaneamente i pendolari, si sono mobilitati i sindaci (due del centrosinistra e uno del centrodestra) dei tre comuni interessati dai tagli, si sono mossi i consiglieri regionali del centrosinistra (su sollecitazione dei Verdi), sono avvenuti incontri a livello provinciale e a livello regionale, ma l'impressione è che al di là delle parole Trenitalia e la Regione Lombardia non vogliano risolvere il problema. Problema di qualità della vita di pendolari e di cittadini. Molte affermazioni sono in funzione elettorale…l'impressione è che qualcuno giochi sporco. Si vogliono affossare i trasporti pubblici per favorire la nascita di nuove strade o affossare la gestione pubblica in favore di quella privata? E nel frattempo l'odissea dei pendolari continua….
Ore 7.50 - stazione di Legnano. Arriviamo, è piena di gente, la biglietteria trabocca; l'esperienza insegna: treno in ritardo.
Il convoglio in questione è il 7.10, che non è in ritardo, ma sui binari fermo. Guasto alla locomotiva. Sono le 8.10 e arriva un mezzo sostitutivo, che occupa le rotaie per Varese. Tutta la linea è interrotta.
Saliamo, il treno, ovviamente è pieno di pendolari esasperati. Ogni tipo di lamentela è lecita e inutile, per lo più. Ci sono fermate straordinarie in tutte le stazioni, si arriva a Milano alle 9.20 circa. Gran parte delle persone hanno già perso una o più ore di lavoro, che il bonus della Regione sicuramente non potrà rimborsare...
Risultato: una linea intera bloccata, con due ore di ritardo a causa di un guasto tecnico alla locomotiva - leggere: manutenzione! - .
Ore 18.35 Stazione di Milano Dateo - Per inciso, nel mezzanino le obliteratrici non funzionano, ad esclusione di una, ma non è mai la stessa. Qualora si salga sui treni senza timbrare la multa è di venticinque euro, oltre al costo del biglietto. La stazione è piena, o meglio, si sta svuotando: un po' di persone si allontanano imprecando al malfunzionamento. Non si capisce bene cosa stia succedendo, perchè il tabellone non segnala ritardi e gli annunci nella stazione si susseguono imprecisi: "Si avvisa la gentile clientela che i treni nella tratta passante sono soppressi!". In seguito: "Si avvisa la gentile clientela che è in arrivo sul binario 2 il treno per Varese delle ore 18,05 in ritardo". Ad un tratto, quasi per caso, arriva il convoglio in questione. Saliamo. Il treno è abbastanza libero, ovviamente, dato che la maggior parte delle persone ha cercato di tornare a casa in altro modo.
Quelli raccontati sono due esempi dei quotidiani disservizi che Trenitalia ci fa subire. Inutile parlare dei ritardi, delle soppressioni, dei cambi di destinazione dei treni passanti a Porta Garibaldi, della situazione delle carrozze, sempre piene, sporche e, a volte, guaste. Porte che non si aprono, riscaldamenti che non funzionano o funzionano troppo (nel viaggio descritto sembrava di stare in un forno). Il bonus mensile sicuramente non serve a rimborsare i disagi quotidiani e i ritardi dei treni.