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Data: 10 dicembre 2007

Autostrada Milano-Brescia - L'alternativa alla Brebemi

di Andrea Gaiardelli - Capogruppo Verdi in Consiglio Provinciale Milano
Il 5 agosto la giunta regionale ha votato con alcune modifiche e prescrizioni

(indicate anche dalla Provincia di Milano ) il progetto della nuova direttissima
Milano-Brescia, che sarebbe meglio chiamare Melzo (Mi)-Treviglio (Bg) -Travagliato (Bs), visto che inizia e finisce in questi due paesi.
Questo tracciato prevede un corridoio affiancato alla linea ferroviaria, perché avrebbe un minor impatto sull'ambiente. É stata inoltre eliminata la barriera a Cassano, ed è stata subordinata la realizzazione di un primo tratto di Tangenziale Est Esterna. A questo punto è iniziata la polemica, perché dalla società Brebemi spa – nata per finanziare e realizzare l'opera – è giunto il "grido d'allarme" di un aumento dei costi. Le opere accessorie chieste dalla Regione, tra le quali c'è la riqualificazione della rete di strade a servizio dell'autostrada, costerebbero altri 250milioni di euro. I vertici della Brebemi hanno chiesto che li metta l'Anas, di fatto lo Stato, contraddicendo il progetto di arteria interamente finanziata dai privati. Il vasto "fronte del no", in tutto questo tempo, ha ripresentato una progetto di viabilità alternativa e ha organizzato una grande manifestazione nell'ipotetica tratta finale della direttissima, in provincia di Milano.
Siamo infatti consapevoli che esista un grande problema di congestione del traffico: ciò oltre a causare perdite di tempo, incremento dei consumi di carburante e sindromi da stress, è anche una pericolosa "bomba ecologica che produce un grave inquinamento atmosferico. Dire semplicemente "no" è perciò irresponsabile, per questo oltre un anno fa l'Associazione dei sindaci per la mobilità sostenibile (trentotto comuni più la Provincia di Lodi ) ha incaricato una società, Polinomia, di redigere uno studio alternativo alla Brebemi. Molto schematicamente lo studio prevede in primis il potenziamento del trasporto pubblico. Per liberare dal traffico le città o i paesi occorre offrire reali alternative di mobilità: molto spesso infatti è la mancanza di possibilità diverse dall'utilizzo dell'auto privata a rappresentare la causa dell'intasamento viario. Quindi più metropolitane, più ferrovie (queste ultime chiamate anche ad attirare le merci) e infine più autobus.
La "proposta alternativa" inoltre chiede anche interventi di riqualificazione delle principali strade provinciali e regionali. Il progetto indica una serie di tratti da trasformare a doppia corsia, da completare con tronconi nuovi o da spostare fuori dai centri abitati. Un'idea affascinante e che il gruppo Verdi della Provincia di Milano vorrebbe diventasse la scelta strategica di palazzo Isimbardi per i prossimi anni. Intanto l'associazione dei sindaci è stata ricevuta per un'audizione dalla commissione provinciale viabilità e trasporti per cercare d'instaurare un percorso di dialogo e di confronto.