di Claudio Lesmo - Presidente Consiglio Comunale di Pero
Concepito e approvato nella prima metà degli anni ‘90 in piena emergenza rifiuti dal sindaco di Milano /commissario Marco Formentini per sostituire l'ormai obsoleto Silla 1, l'inceneritore dell'Amsa Silla 2 ha avuto una storia complessa e interessante. Le lotte dei comitati ambientalisti di Pero e di Milano Figino, e l'azione delle amministrazioni dei quattro comuni confinanti con questo termovalorizzatore (Pero, Rho, Settimo Milanese e Cornaredo) hanno consentito di modificare profondamente l'impianto rispetto al progetto originale, introducendo limiti, controlli e mitigazioni. Questo tetto (900 t/g come quantitativo massimo di incenerimento), controlli (monitoraggio on line costante delle emissioni al camino, centraline di rilevamento al suolo per verificare la ricaduta delle emissioni, un comitato tecnico scientifico nominato dai comuni con diritto di accesso e verifica), e mitigazioni (innalzamento del camino e raggruppamento delle ciminiere, recupero a verde di parte delle aree, recupero energetico col teleriscaldamento del polo esterno della Fiera e diminuzione di emissioni già presenti, per esempio chiudendo la centrale termica dello scalo Fiorenza) sono all'interno di un protocollo di accordo, firmato, oltre che dai comuni, anche da Amsa, comune di Milano e Provincia, che costituisce l'atto che autorizza il funzionamento dell'inceneritore, assieme all'impegno del comune di Milano di portare la raccolta differenziata a livelli europei. La firma di questo protocollo, il primo di questo tipo e portata, è stata il primo esempio di gestione democratica e partecipata di un simile insediamento, che è stato accettato dai cittadini proprio perché si sono sentiti tutelati da questo accordo. La scelta di Milano annullare la raccolta differenziata dell'umido ha provocato l'aumento del quantitativo di rifiuti da incenerire, e alla voglia di fare affari sul pattume manifestata da Amsa, si è adeguata prontamente la Regione Lombardia , con la sciagurata decisione di autorizzare l'innalzamento del quantitativo di rifiuti smaltibili a Silla 2 a 1450 t/g.
Con questa decisione non solo si è aperto nei fatti un conflitto con il territorio e la sua popolazione, facendo aumentare in modo intollerabile l'impatto di Silla 2 nei suoi dintorni e sulla salute dei cittadini vicini, ma è stato stracciato un patto sottoscritto e garantito da istituzioni comunali e provinciali e condiviso dai cittadini, è una ferita istituzionale gravissima: come potranno essere credibili d'ora in poi accordi tra enti e istituzioni e cittadini? Per questo va sostenuta la richiesta di ritiro del decreto che autorizza l'aumento dei quantitativi da smaltire e l'istituzione di un tavolo politico che controlli la completa attuazione del protocollo d'intesa. Per questo deve essere ripresa la raccolta differenziata a Milano. Sono le richieste dei cittadini, dei comitati, e delle amministrazioni dei quattro comuni che i Verdi fanno proprie e sosterranno con iniziative politiche e di lotta.