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Data: 10 dicembre 2007

Parona: raddoppia l'inceneritore

di Gianfranco Bernardinello
A metà agosto la Regione Lombardia ha dato il via libera al raddoppio del termoutilizzatore di Parona, Lomellina, provincia di Pavia.
Innanzitutto è doveroso un breve sunto storico. L'impianto nasce originariamente per il fabbisogno di quello che veniva chiamato il Bacino B della provincia di Pavia.
In quel periodo si pensava che ogni Ato (Ambito Territoriale Ottimale, corrispondente praticamente alle province) dovesse smaltire in loco il proprio “rudo”.
Il Bacino A (l'altra metà del pavese) era già servito da vari impianti per il trattamento dei rifiuti (nel frattempo se ne sono aggiunti altri), era perciò necessario trattare gli scarti del Bacino B: 123.000 tonnellate all'anno.
Nasce così l'inceneritore di Parona, previsto in quella prima fase per 146.000 t/a (non si sa mai, è meglio tenersi un bel 20% in più come scorta).
Nonostante tra la società che gestisce l'inceneritore ed il consorzio per la raccolta dei rifiuti (Clir) ci fosse un contratto “capestro” che imponeva a quest'ultimo un valore minimo di tonnellate conferite all'impianto, al di sotto scatta una penale, è da subito evidente che i rifiuti prodotti dalla zona non sono sufficienti a portare l'impianto a regime (è chiaro che simili contratti non portano certo ad un aumento della raccolta differenziata).
A quel punto, il gestore, mosso da spirito ambientalista (si sa che pochi rifiuti fanno scendere la temperatura della caldaia con il rischio di produrre diossina) invia i propri emissari in altre province per “raccogliere il rudo” e, pervasi dallo spirito umanitario ed ecologista di cui sopra (e non, come qualche malpensante dichiara, per vil-denaro), chiedono, ed ottengono, l'ampliamento a 180.000 tonnellate all'anno .
In seguito interviene una emergenza rifiuti per cui ci chiedono di “ospitare” per un brevissimo periodo 20.000 tonnellate provenienti da Piacenza; ed anche se adesso l'emergenza non c'è più nessuno si ricorda di togliere l'autorizzazione di quell'ulteriore ampliamento... come diceva qualcuno: “chi ha dato, ha dato…”
Non che la cosa sia importante a questo punto, cosa sono 20.000 tonnellate di fronte al nuovo ultimo ampliamento richiesto, per un totale di 380.000 tonnellate?
L'ultimo aspetto su cui vorrei invitare a riflettere è matematico. Facendo “due calcoli” ci si accorge che le ceneri prodotte dal termovalorizzatore (che ovviamente devono andare in discarica) hanno praticamente lo stesso peso dei rifiuti “tal quali” prodotti dalla zona interessata... è meraviglioso il vantaggio ecologico che abbiamo ottenuto!