Anche le Olimpiadi del 2016,
se dovessero toccare alla nostra regione, saranno realizzate in un territorio alimentato grazie al combustibile
del futuro.
La prima è la più clamorosa delle promesse non mantenute da Formigoni. Per la seconda Formigoni ha più tempo per essere smentito, anche se speriamo che per il 2016 l'idrogeno sia un'alternativa ai combustibili inquinanti finalmente consolidata.
Anche sulle politiche contro lo smog, come sulla sanità e la riduzione delle tasse, la politica di Formigoni è stata solo quella dell'annuncio e dei provvedimenti inadeguati. La delibera per il contenimento delle polveri fini (Pm10) da due anni ha smobilitato i presidi a difesa della salute faticosamente messi in piedi negli anni precedenti: l'eliminazione dei blocchi di fronte ad alti livelli di smog è il provvedimento più grave. Ma anche lo stop di poche ore al giorno per le auto non catalizzate sa di beffa, non di meno del blocco totale di sole due domeniche sulle sedici del periodo invernale a maggior rischio inquinamento. Lo stop alle non catalitiche per poche ore al giorno serve a poco e poi queste auto realmente circolanti sono sempre di meno, rispetto ai cinque milioni e mezzo di mezzi immatricolati in Lombardia. Nulla si fa ad esempio sulle “vecchie” catalizzate (le cosiddette Euro 1), responsabili anch'esse di alte emissioni di Pm10. D'altra parte le auto ecologiche (metano, gpl, ecc...) sono ancora poca cosa, anzi il loro numero è pesantemente calato in Lombardia, nonostante i proclami del presidente. Il dato parla chiaro: nel 2000, anno della rielezione di Formigoni, tale tipologia di autovetture ammontava a 115 mila esemplari. Nel 2003, secondo l'annuario statistico dell'Aci, tale cifra è scesa a 83.860. Ciò in soldoni significa che purtroppo ancora per un po', e in attesa delle misure strutturali, in gran parte solo annunciate, ai cittadini toccherà respirare aria al veleno. Senza che Formigoni faccia nulla.
M.V.