Lo scorso anno i Verdi hanno appoggiato un progetto di legge regionale proposto dal centrodestra. Francamente non ci esaltava, ma era il primo tentativo
di regolamentare un settore.
I Verdi hanno avuto in seguito la perseveranza di rendere la proposta sempre più idonea alle esigenze dei consumatori, degli operatori e degli istituti di formazione, proprio per mettere a punto una proposta che possa garantire la professionalità di chi pratica tecniche naturali.
Crediamo però che la nostra proposta, certamente migliorabile, sia di garanzia perché definisce in modo chiaro il percorso formativo dei professionisti del settore, indicando tutti gli istituti e le associazioni di categoria che hanno impostato il loro lavoro su un piano di serietà e di competenza.
Resta inteso che verranno recepite tutte le indicazioni utili ad ottenere il maggior consenso possibile da parte di professionisti e utenti, purché tali indicazioni vadano in direzione di un miglioramento dei contenuti e non a difesa di questa o di quella lobby.
Secondo la nostra proposta le discipline che potrebbero entrare da subito nella regolamentazione potrebbero essere le tecniche bio-energetiche (Reiki; Pranoterapia), quelle di origine orientale, posturali e di massaggio (Riflessologia; Naturopatia; Shiatsu; Yoga; Massaggio generico; metodi posturali – Feldenkrais-).
Le Tecniche bio-energetiche sono accomunate dallo stesso principio: la loro applicazione avviene attraverso l'imposizione delle mani utilizzando queste come elementi finalizzatrici del passaggio di energia dall'operatore al ricevente. Gli operatori di queste tecniche possono essere valutati in base alle conoscenze teorico pratiche necessarie alla relazione con il ricevente alla ricerca del ristabilimento del proprio equilibrio energetico.
L'iter didattico dell'operatore del benessere non può essere inferiore ai tre anni. Le materie teorico-pratiche non devono essere inferiori a 200 ore annue e obbligatoriamente comprendere un 10% di ore di anatomia, indispensabili agli operatori sia per effettuare massaggi o digitopressioni, sia per educare alla postura: nel rispetto dell'utente è importante che gli utenti abbiano insomma una buona conoscenza di base della struttura fisica umana. Intendiamoci però: l'anatomia non può e non deve essere intesa come competenza medico-sanitaria, ma come complemento di conoscenza di base utile allo svolgimento delle proprie mansioni.
Potranno poi essere riconosciuti tutti gli istituti di formazione o associazioni loro rappresentanti che presentino regolare documentazione, che presentino un programma didattico conforme a quanto precedentemente indicato e che abbiano svolto almeno un ciclo formativo.
La commissione, appositamente istituita, valuterà le domande di ammissione degli operatori che fanno richiesta di iscrizione all'albo regionale, verificando che l'istituto che rilascia l'attestato sia accreditato per la formazione. Sempre la commissione valuterà poi le richieste di adesione di nuove discipline e ne definirà i parametri formativi. La commissione regionale deve avere obbligatoriamente al suo interno non meno di un rappresentante per ogni disciplina, indicato dalle associazioni di categoria che dimostrino di avere valenza nazionale.
Resta inteso e inalienabile il principio di libera rappresentanza che non vincola alcun istituto o operatore alla rappresentanza, ma impone per ognuno di essi l'osservazione dei criteri sopra elencati come fattori di riconoscimento da parte dell'albo regionale.
Emilio Tirelli