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Data: 10 dicembre 2007

Alberi del bosco

di Aurora Betti
Ghiri, martore, scoiattoli, uccelli, insetti abitano i tronchi delle vecchie querce e sono a casa tra le foglie della chioma. Interessante missione terrestre quella della quercia che ha una poderosa radice a fittone e un tronco grosso e forte e nodoso che indica una lenta crescita con pause.
La chioma foltissima protegge la pianta dal sole e comprende lo spazio: lì sotto è quasi casa anche per gli umani. Ha una vita lunghissima e fiorisce con modestia sugli ottanta anni, non le manca certo il tempo. Le ghiande sono cibo prelibato per molti animali e la ghiandaia passa le sue giornate a sotterrarle. In autunno l'albero produce moltissime sostanze poi consegnate al terreno per un buon humus; la corteccia di quercia impregnata di minerali è essa stessa un po' un minerale e ottimo medico per il suolo o altre piante. Sotto la quercia sopravvivono specie rare di alberi di bosco. Il faggio è meno terrestre, unisce cielo e terra e tradizionalmente anche gli inferi. Camminando sotto le faggete, in alto, in ambienti freschi e umidi tra i tronchi grigio-pallido e lisci, è come meditare tra colonne di una grande cattedrale e i suoi frutti, le faggiole, sembrano scesi dal cielo. Camminiamo su un terreno soffice, ricco di humus, dove c'è il faggio in boschi misti, c'è un habitat biologicamente equilibrato. Il nocciolo rinasce dal ceppo dopo essere stato abbattuto e tra rami impenetrabili sostano un gran numero di animali e questa bontà rende il suo legno sensitivo e utile per i rabdomanti che cercano l'acqua: ha la facoltà di entrare in una qualche risonanza con i misteri profondi del pianeta. Il frutto è dolce e ricco di olio e di sostanze. Pianta tenera è importante ai margini dei boschi in folte siepi. Le castagne maturano in autunno e il castagno è generoso robusto e longevo anch'esso con infiorescenze pendule, preferisce un clima mite e tanta pioggia. La betulla è poco longeva ama i giorni e le notti lunghe, le illuminate foreste nordiche, i terreni di quarzo, l'acqua dai ghiacciai e dal suo tronco rimedi curano gli eccessi di umidità. Bianca argentea e chioma leggera e poco terrestre, si perde nel cielo e mentre le ghiande della quercia cadono pesantemente in terra i frutti alati della betulla volano. Dopo l'era glaciale coi fiumi, torrenti, corsi d'acqua arrivarono elementi per ricostituire la flora terreste. Le fagacee: quercia faggio, carpino, ontano, castagno, nocciolo.. e le betullacee oggi regnano nelle foreste di latifoglie e nei nostri boschi misti.
Aria acqua e terra sono tutt'uno con loro.