di Paolo Lozza
Il progetto di legge approvato dalla giunta regionale è ambiguo e pericoloso. Saranno necessari sostanziali miglioramenti.
L'anno scorso il governo ha varato l'ennesimo condono edilizio. Le regioni avevano l'opportunità, da subito, di emanare leggi applicative, e molte lo hanno fatto (qualche regione si è spinta fino a rendere completamente non operativa la norma nazionale).
La Lombardia è rimasta ferma: alla giunta Formigoni, forse, non aveva fatto piacere la scelta berlusconiana nazionale ma, per carità di patria, aveva scelto di non scegliere.
Da molti mesi l'opposizione, presentando progetti di legge, ha chiesto alla maggioranza di prendere posizione, e anche recentemente, con un ordine del giorno proposto in consiglio dai Verdi e sottoscritto da tutta l'opposizione, si sollecitava la giunta a presentare un progetto di legge che restringesse in Lombardia le possibilità di condono.
Ora - dopo che la Corte Costituzionale si è pronunciata confermando con forza che anche la sanatoria edilizia rientra nelle “materie concorrenti” tra Stato e Regioni, e che le Regioni hanno il diritto (e dovere) di legiferare in materia - anche la Lombardia vara la sua legge sul condono (al momento di scrivere il Progetto di Legge sta per arrivare in commissione).
Ma anche adesso, la scelta continua ad essere ambigua e pericolosa.
Se da un lato dobbiamo dare atto che il testo del Pdl (progetto di legge) esclude dal condono tutte le nuove costruzioni realizzate in contrasto con le normative urbanistiche, dall'altro dobbiamo purtroppo segnalare numerose carenze più o meno gravi: vengono ammessi al condono tutti gli “ampliamenti” abusivi (si potevano ridurre le volumetrie sanabili); si accetta il principio del silenzio-assenso ( se il comune non risponde entro 60 giorni alla domanda di sanatoria, la si intende accolta) non si escludono dalla sanatoria le opere abusive nei parchi regionali, lasciando agli enti parco la facoltà di autorizzare i condoni (sempre con il metodo del “silenzio-assenso”); non si escludono dalla sanatoria le opere abusive nei parchi locali; si consente di sanare piccoli abusi perfino nei parchi naturali e nei monumenti naturali; si dà la facoltà ai comuni di aumentare gli oneri di urbanizzazione del solo 30 % (si poteva rendere obbligatorio l'aumento fino al 100 %); non si aumenta l'oblazione indicata dallo Stato (si poteva aumentare fino al 10%).
Morale: i Verdi volevano una legge regionale contro il condono, la giunta intende farne una a favore. Evidentemente non ci siamo capiti: cercheremo di spiegarci meglio attraverso pesanti emendamenti che presenteremo.