Il recupero dei sottotetti a Milano ha da tempo assunto le dimensioni di una diffusa operazione speculativa che il Comune non ha saputo contrastare. A farne le spese e' stata la citta', le piazze, i suoi palazzi, deformati e sfigurati da sopralzi o abbaini, nel piu' totale disordine di
stili e tipologie: interventi eseguiti per sfruttare al massimo la volumetria, senza rispetto per l'estetica, la facciata sottostante o tanto meno gli edifici circostanti. Il 3 febbraio 2003, su proposta dei Verdi, il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità un emendamento al Regolamento Edilizio che impedisce la modifica di pendenze e quote dei tetti nel centro storico milanese, per
gli edifici anteriori al 1940. Dal 3 novembre, la circolare dell'Edilizia Privata impone l'applicazione del Piano Paesistico regionale al recupero dei sottotetti su tutto il territorio comunale: una decisione parziale e comunque tardiva. Il Piano è infatti in vigore dal 21 novembre 2002 e riguarda tutte le trasformazioni esterne degli edifici in Lombardia. Oggi si pone quindi il problema per tutti gli interventi realizzati a partire da quella data, ma non solo: la valutazione paesistica richiede al progettista di sottoporre ai tecnici comunali e alla Commissione Edilizia, un esame dell'impatto del progetto, anche in relazione alla sensibilità del contesto architettonico e urbano.
Noi pensiamo che a Milano si debba allargare la fascia di tutela nei confronti dei sopralzi dal centro storico ai quartieri con particolari caratteristiche, come quelli liberty o di villette. Vanno poi coinvolti i Consigli di Zona, sinora completamente estromessi dalle funzioni di controllo sul recupero dei sottotetti. Infine, dopo il successo del dibattito che si è svolto il 26 gennaio al Teatro Franco Parenti, continueremo a raccogliere denunce e segnalazioni che verranno raccolte in un libro bianco che pubblicheremo entro l'estate. La citta' di Milano merita un recupero dei sottotetti rigoroso, controllato e capace di salvaguardarne il paesaggio urbano, non l'assalto ai tetti che vediamo sotto i nostri occhi. Le immagini più scandalose sono pubblicate sul sito www.msacerdoti.it grazie al prezioso lavoro di Michele Sacerdoti.