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Data: 10 dicembre 2007

Le bugie ai milanesi di Maurizio Baruffi

Nel mese di novembre Amsa, l'azienda per i servizi ambientali del Comune di Milano, ha fatto recapitare una propria lettera nelle caselle dei milanesi assolutamente criticabile.
Ovviamente il primo aspetto ridicolo è che non sia stata stampata su carta riciclata, e questo la dice lunga sulla poca attenzione che i vertici di questa azienda hanno intenzione di dedicare alle questioni del riciclaggio (oltre che della raccolta differenziata). Ma i problemi maggiori sono quelli relativi al contenuto. Si tratta di un gigantesco spot a favore della termovalorizzazione dei rifiuti, ossia del loro incenerimento e della produzione di energia. Il problema di questa posizione è che Amsa sembra incentivare i milanesi alla produzione della maggiore quantità possibile di rifiuti da bruciare, perché in questo modo si riesce a ottenere un più ampio quantitativo di energia. Noi riteniamo che sia corretto, invece, pensare prima di tutto a come produrre meno rifiuti. In secondo luogo a come recuperarli, attraverso la raccolta differenziata e il riciclaggio. Solo in terza battuta è giusto individuare la migliore soluzione possibile per smaltirli nel modo più adatto. E' bene ricordare che Amsa non è un'azienda privata, il cui unico scopo sia conseguire profitti, ma un'azienda pubblica. E come tale ha il dovere di rispondere alla collettività delle proprie scelte aziendali, contribuendo all'educazione dei cittadini perché i comportamenti di ciascuno siano i più rispettosi possibili dell'ambiente. Offrire un messaggio che incentivi lo spreco è dunque offensivo e lontano dalla missione aziendale istituzionale di Amsa. A tutto questo si aggiunge che il tentativo in atto è quello di utilizzare al 100% il nuovo impianto di incenerimento di Silla, indipendentemente dal fatto che l'accordo che aveva dato il via alla realizzazione del termovalorizzatore prevedesse esplicitamente il limite di funzionamento ai 2/3 della sua capacità. Il secondo scopo è quello di costruire consenso per avviare la realizzazione di un secondo grande inceneritore nella zona sud della città di Milano. In Consiglio Comunale ho presentato una interrogazione per sapere perchè Amsa dica poi il falso ai milanesi affermando che la raccolta differenziata a Milano sia al 35%. Infatti il Presidente Bencini ha recentemente affermato in commissione Ambiente a Palazzo Marino che Amsa riesce a raccogliere in modo differenziato solo il 30% dei rifiuti milanesi e che l'obiettivo fissato dalla legge è il 35%. Infatti la tabella che Amsa ha inserito nella lettera inviata ai cittadini sulle tipologie di smaltimento rifiuti utilizzate in Europa è la stessa diffusa in un comunicato del 21 ottobre 2003 reperibile sul sito internet di Amsa. Solo che sul sito nella tabella si legge “obiettivo Milano” mentre nella lettera inviata a tutti i milanesi si legge “Milano”, come se il risultato fosse già stato raggiunto. Infine Amsa afferma che come “dimostrato dall'esperienza a livello europeo, probabilmente, non più del 35% dei rifiuti potrà essere effettivamente riciclato”. Ovviamente Amsa ignora che a Monza si è raggiunto il 41,7% e che in Italia ci siano 469 comuni che superano già il 50% di raccolta differenziata, e molti di più il 40% (fra questi i lombardi Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Busto Arsizio, Seregno, Brugherio etc etc). La realtà è che Amsa non vuole aumentare la quota di raccolta differenziata dei milanesi per giustificare a posteriori i propri investimenti nell'affare della termovalorizzazione.