I rifiuti della città e della Provincia di Milano sono una emergenza molto preoccupante che rischia di travolgere l'intera Lombardia. I dirigenti dell'Amsa, il Sindaco Gabriele Albertini, l'assessore provinciale all'ecologia Luigi Cocchiaro e lo stesso presidente della giunta regionale Roberto Formigoni sono stati molto bravi a nasconderla e a lanciare una campagna di comunicazione, tanto rassicurante quanto non veritiera.
La verità sulla questione rifiuti, come da più di un anno denunciamo, è molto diversa e la si può ritrovare nella illegalità diffusa, nelle indagini della Magistratura, nei traffici di rifiuti in tutta Europa e nella volontà di nuove leggi che annullano ogni idea di pianificazione e rendono impossibile ogni controllo sui flussi. Sui rifiuti, il rischio di tornare indietro di decenni e di dover fronteggiare emergenze costruite per far fare affari alle varie lobby, è quanto mai realistico.
La Magistratura è molto attiva
È di queste settimane l'operazione della Procura di Napoli denominata ‘Re Mida' (dalla intercettazione di un arrestato che si vantava di trasformare i rifiuti del Nord in oro per la propria cosca) che ha portato a interrompere un traffico illegale di rifiuti; grazie a falsi certificati di analisi, alla documentazione cartacea falsificata e al continuo passaggio dei rifiuti in vari centri di stoccaggio di diverse regioni, questi finivano poi irrimediabilmente nelle discariche abusive della camorra in Campania. I quantitativi di rifiuti smaltiti illegalmente sono spaventosi poiché si parla di un milione di tonnellate in 4 anni. In tutta questa vicenda l'aspetto intollerabile è che i rifiuti provenivano anche da alcuni consorzi pubblici per la gestione degli Rsu in primo luogo il ‘Consorzio Milano Pulita' dell'Amsa. Denunciammo questo traffico già a gennaio ritenendo incredibile che l'Amsa di Milano decidesse di inviare i propri rifiuti trattati all'impianto ex Maserati del Consorzio Milano Pulita in Campania, cioè in una regione in emergenza rifiuti che fatica a sistemare i suoi e che sta combattendo una dura battaglia contro la camorra che controlla, appunto, le discariche. In questa inchiesta sono decine gli arrestati e centinaia le persone indagate e confidiamo in una rapida inchiesta della Magistratura in grado di debellare definitivamente queste ecomafie.
Milano: rifiuti in Germania o in libera circolazione
A sentire il centrodestra in Comune e in Provincia, a sentire Formigoni o il presidente Bencini dell'Amsa, Milano è all'avanguardia nel mondo per la gestione dei rifiuti. In realtà sono in emergenza rifiuti e come abbiamo visto li inviano nelle discariche sotto inchiesta in Campania; ma non è tutto. I consiglieri regionali, provinciali e comunali Carlo Monguzzi, Pietro Mezzi e Maurizio Baruffi , hanno reso pubblico che da gennaio e probabilmente fino alla fine del 2004, metà dei rifiuti prodotti ogni giorno a Milano (circa 900 tonnellate/giorno) finiranno smaltiti nelle discariche di Bastwald e di Wev in Germania. Sempre noi abbiamo reso pubblico che rifiuti del Trentino vengono smaltiti nelle discariche del Mantovano, a Ceresara e Pieve di Coriano; e nel comasco, a Mariano Comense. Per carità nulla di illegale, in particolar modo per quanto riguarda l'accordo di mutuo soccorso tra Trentino e Mantova; semplicemente abbiamo fatto notare che il Trentino è più vicino di Milano alla truffaldini per fare affari e non trattamenti, una legge voluta dal centrodestra in Regione che impedisce ogni controllo dei flussi e ogni pianificazione e programmazione del sistema integrato dei rifiuti. La situazione è tra le più difficili, ma la fragilità e le contraddizioni nel campo avverso sono enormi e lasciano spazio alle nostre proposte. Dobbiamo rilanciare con forza la raccolta differenziata ma finalizzata al riciclaggio richiedendo impianti destinati a questa finalità, dobbiamo aprire dei conflitti per ottenere la raccolta separata dell'umido in tutti i comuni e gli impianti necessari di compostaggio, dobbiamo opporci a nuove discariche per rifiuti anche trattati (ad esclusione dei giacimenti per le ceneri, le scorie e gli scarti dei vari trattamenti), dobbiamo ostacolare ogni progetto di nuovo inceneritore o di raddoppio di impianti già funzionanti. Proprio sugli inceneritori, che vengono da più parti presentati come la risoluzione del problema, occorre avviare una campagna per predisporre un piano graduale di dismissione di quelli obsoleti, sostituendoli con utilizzatori di Cdr, adeguando impianti esistenti del sistema industriale o con impianti dedicati. Non sarà una battaglia facile, ma non possiamo sottrarci a questo impegno.
Il buco nero dei rifiuti speciali
Andrea Poggio, presidente lombardo di Legambiente ha incontrato Paolo Russo, forzista presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sui rifiuti, in visita a Milano e in Lombardia per raccogliere elementi sulla gestione dei rifiuti in regione. Poggio a Russo ha elencato 4 punti sui quali per Legambiente è urgente intervenire. Il primo è quello dell'impossibilità degli operatori di svolgere la loro attività per colpa della provincia di Milano, la quale, ricorda Poggio, sta bloccando un settore nel quale poi gli ecofurbi, o peggio, gli ecomafiosi si inseriscono. “La provincia - dice Poggio - si rifiuta di organizzare un efficiente sistema per verificare se gli operatori abbiano i requisiti per operare in regime di procedura semplificata per quel che riguarda il trasporto e il trattamento dei rifiuti speciali. Il suo modo di operare è discutibile e anche pericoloso. Siccome non riesce ad organizzarsi, di fronte alle richieste degli operatori per evitare il silenzio assenso che darebbe il via all'attività, rifiuta la concessione dell'autorizzazione: di fronte a questo atteggiamento gli operatori onesti rimangono bloccati, mentre quelli disonesti vanno avanti lo stesso. Il risultato è che la provincia sta contribuendo a creare un vero e proprio buco nero all'interno del quale sguazzano le ecomafie, come dimostra anche l'inchiesta della procura napoletana sui traffici nord sud”. Su 3000 richieste per il trattamento dei rifiuti speciali presentate in Lombardia, la metà sono state presentate in provincia di Milano, ricorda Poggio. Il secondo punto messo sul tavolo da Poggio ha riguardato Amsa: “Con tutti gli impianti di cui dispone e con i livelli di raccolta differenziata che ha raggiunto, che può però senz'altro migliorare, esporterà da gennaio 900 tonnellate al giorno di rifiuti in Germania. In più fa incetta di rifiuti per giustificare un inutile secondo inceneritore dopo quello di Silla 2. I suoi flussi sono sostanzialmente incontrollati perché attraverso il passaggio nelle linee di pretrattamento di Maserati e di Silla 2, i rifiuti diventano speciali e non si sa più dove finiscano”. Terzo punto sottolineato da Poggio, la questione degli incentivi previsti per le fonti di energia rinnovabili, che il governo vorrebbe concedere anche alla termodistruzione. Una truffa che il parlamento non deve far passare. Poggio, insieme al comitato Gorla Mozzate, ha denunciato infine il caso della discarica che da vent'anni smaltisce i rifiuti di parte del Comasco e del Varesotto. “Va avanti da anni ma non si è ancora adeguata alle normative nazionali. Deve chiudere. I gestori della discarica hanno chiesto,ma non ancora ottenuto, la proroga per continuare l'attività”.