Per quanto tempo il nostro pianeta potrà contare sul petrolio? Come si può vedere teorie e studi scientifici giungono a risultati diversi tra loro. E' però plausibile affermare che se per questo secolo l'approvvigionamento è garantito, oltre nel tempo non si potrà andare.
Secondo un gruppo di ricercatori dell'università svedese di Uppsala il clima della Terra non morirà di surriscaldamento da petrolio. Non certo per la lungimiranza dei governi nel passare a fonti energetiche pulite, ma solo perché in tutto il pianeta non ci sono abbastanza idrocarburi da produrre anidride carbonica sufficienti a stravolgere in modo decisivo il clima. La provocatoria teoria si basa su una stima di riserve conosciute di 3500 milioni di barili di petrolio e gas ancora a disposizione. Questo comporterebbe il crollo delle riserve petrolifere intorno al 2010, e il gas seguirebbe a breve termine lo stesso destino. Lo studio, divulgato a fine ottobre non convince però la comunità scientifica. Secondo l'Ipcc, il Panel Onu sui cambiamenti climatici, i barili ancora spendibili sono in realtà 5000 milioni, mentre altre stime parlano addirittura di 18000 milioni teoricamente sfruttabili. Esauriti petrolio e gas, resterebbe il carbone: una fonte d'energia capace di immettere nell'atmosfera una quota anche maggiore di inquinanti. Il sito della multinazionale petrolifera Bp offre una sua mappa statistica regolarmente aggiornata delle riserve di petrolio comprovate nel mondo, divisa per continenti, che parla di 685,6 migliaia di milioni barili solo nel Medio oriente disponibili a fine 2002, e di un totale mondiale di circa un miliardo di miliardi. Negli Stati Uniti si confrontano invece un partito del pessimismo e uno dell'ottimismo. Un lungo studio della Geological Survey indica una disponibilità globale di petrolio intorno ai 2.300.000 milioni di barili, gran parte dei quali in riserve ancora da scoprire e sfruttare. Una quota che darebbe sicurezza per tutto il secolo in corso. Più precisamente, da quando l'oro nero è sfruttato industrialmente, sulla terra ne sarebbero stati consumati 710.000 milioni barili, 891.000 milioni sono a disposizione nel prossimo futuro e 688.000 saranno “probabilmente” presto raggiungibili dall'uomo (negli oceani e nelle ormai mitiche nuove riserve delle zone temperate), grazie anche allo sviluppo tecnologico e altri 733.000 milioni barili potrebbero con ogni possibilità essere scoperti in riserve di cui oggi non si sospetta nemmeno l'esistenza. Del tutto diverso il parere dei geologi del King Hubbert Center della Colorado School of Mines, secondo i quali siamo vicini al punto di massimo sfruttamento del petrolio mondiale: entro questo decennio si toccherà un picco irripetibile di 85 milioni di barili prodotti al giorno, che scenderanno poi a 35 milioni già nel decennio successivo. C'è infine il partito della cautela, quello più diffuso, secondo il quale al momento non esistono strumenti per calcolare l'ammontare di petrolio che ancora aspetta nelle profondità del pianeta.