di Marcello Volpato
Promuovere la tutela del territorio e il reinserimento sociale dei detenuti in base a linee guida omogenee stabilite a livello regionale, sotto il controllo e il coordinamento dell'Esercito, di esperti di tutela naturale del suolo e dei rappresentanti dei Parchi, dei Comuni e delle Comunità montane, sempre più a corto di fondi per la corretta gestione del suolo. Questa la proposta in estrema sintesi illustrata dai Verdi in Regione Lombardia nel corso di un convegno che si è tenuto a Milano.
Una manutenzione resa ancora più urgente dai cambiamenti climatici, che aumentano il rischio di dissesto del territorio a causa di eventi metereologici sempre più estremi. I dati Ersaf illustrati durante il convegno confermano questa tendenza, che questa estate si è manifestata con grande evidenza: temperature aumentate, grandi precipitazioni a maggior intensità come non si registrava da anni. I Verdi in Regione porteranno la proposta di coinvolgimento dei detenuti nelle Commissioni Territorio e Carceri del Consiglio regionale lombardo, affinché sia valutata dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione. In sostanza l'ipotesi dei Verdi è che alla luce delle sempre più scarse risorse a disposizione dei Comuni e delle Comunità montane, e a fronte di una crescita di competenze di cura del territorio che ricadono su di esse, c'è bisogno di individuare nuove risorse, soprattutto umane, per la tutela e la difesa di boschi e fiumi. Un'occasione per il reinserimento sociale Coinvolgere chi deve scontare una pena detentiva in un progetto come quello ipotizzato dai Verdi, richiede molta attenzione. Di seguito i principi fondamentali.Anzitutto la proposta non va intesa come “lavoro forzato” a carico di chi è in carcere ma va inquadrata nell'ambito delle opportunità di reinserimento sociale da offrire ai detenuti, i quali possono o cogliere oppure rifiutare tale opportunità: in primo luogo i progetti devono quindi garantire e fondarsi sul rispetto assoluto della persona; l'iniziativa deve poi essere pensata e realizzata insieme a chi conosce, vive e opera in un determinato territorio, cioè con le comunità locali; deve poi rientrare in un progetto complessivo di difesa e tutela del suolo, che preveda linee guida di intervento omogenee per tipologia di territorio (zone di montagna, di collina e di pianura); i gruppi di intervento devono poi essere numericamente ridotti, proprio per offrire al detenuto un'opportunità di socialità con chi vive e opera in un determinato territorio e magari, una volta scontata la pena, una concreta opportunità di nuova occupazione; il coordinamento dei gruppi deve essere affidato a personale specializzato, esperto cioè di manutenzione naturale del territorio, che deve operare a stretto contatto con rappresentanti dei comuni, delle comunità montane e dei parchi. Logistica e sicurezza: ci pensa l'Esercito La presenza dell'Esercito, soprattutto dei militari di leva ancora in servizio presso le Forze Armate, risponderebbe a una duplice esigenza: una logistica, l'altra legata alla sicurezza. La presenza dell'Esercito è infatti indispensabile per la fornitura e il trasporto dei materiali necessari e per gli spostamenti dei gruppi di lavoro sul territorio, ma anche per garantire quel minimo di sorveglianza necessaria a tutelare la sicurezza e la tranquillità delle comunità locali. Inoltre l'utilizzo dei militari eviterebbe di appesantire ulteriormente l'amministrazione carceraria, notoriamente a corto di risorse. Comuni alle strette, poche le risorse: serve aiuto La proposta dei Verdi si inquadra nella cronica assenza di manutenzione diffusa. La delibera di giunta regionale (D.G.R. n° 7/7868) del 25 gennaio 2002 ha stabilito “che le funzioni concernenti la manutenzione dei corsi d'acqua appartenenti al reticolo minore saranno esercitate dai Comuni e dalle Comunità Montane” a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento (BURL 15/02/02) e inoltre ha provveduto a “ trasferire ai Comuni o alle Comunità montane le funzioni riguardanti la realizzazione di opere di pronto intervento”. Questo però, a parte singole esperienze encomiabili, in gran parte secondo le rilevazioni dei Verdi in larga misura non viene ancora fatto.