No alla Brebemi, l'autostrada tra Brescia e Milano, e no alle bufale sul Corridoio 5: l'autostrada non va fatta, meglio il potenziamento del reticolo stradale esistente, costituito dalle strade provinciali Cerca, Paullese, Rivoltana. Mentre non è vero che il Corridoio 5 passerà dalla Lombardia, come invece sostiene chi vuole portare acqua al mulino della comunità finanziaria, che chiede nuove autostrade solo per fare business facili a scapito di una mobilità più utile per i cittadini e sostenibile per l'ambiente. Nei giorni scorsi è stato il sindaco di Melzo, Mario Barbaro, che rappresenta l'associazione di 35 comuni contrari ai progetti della nuova autostrada Brescia Milano e alla nuova tangenziale est esterna milanese, a rivelare che la società Brebemi difficilmente riuscirà a realizzare l'autostrada in project financing perché, secondo voci molto insistenti, la concessione per la gestione dell'infrastruttura dovrebbe ridursi dai 30 anni inizialmente previsti a 19 anni e 6 mesi: in questo modo sballa il piano finanziario del progetto perché mancherebbero 1000 miliardi di vecchie lire all'appello. Per reperire i fondi necessari sarebbe allora indispensabile accendere mutui garantiti dal pubblico. Barbaro lamenta la totale assenza di un'interlocuzione istituzionale e ha anche approfittato, durante una manifestazione presidio organizzata dai Verdi alla quale hanno partecipato diversi esponenti del Sole che ride, per ricordare il grave impatto della congiunzione tra la Brebemi e la nuova Tangenziale est esterna, che i progettisti avrebbero localizzato in piena area agricola di pregio, a un soffio dalle abitazioni e dall'ospedale di Melzo. Questo il rischio, intanto i promotori della nuova lingua di asfalto si affannano per trovare risorse, che difficilmente riusciranno a trovare. Che alla Brebemi ci pensino solo i privati con il project financing sembra quindi sempre di più una bufala. Così come sembra una bufala la notizia che il Corridoio 5 passi dalla Lombardia. L'eurodeputata dei Verdi Monica Frassoni ha ricordato che la commissaria ai Trasporti De Palacio, rispondendo a una interrogazione della stessa Frassoni, ha precisato che il Corridoio 5 non passerà dal nostro territorio regionale. L'unica infrastruttura cofinanziata dalla Ue che passerà dalla nostra Regione sarà il collegamento ferroviario Lione, Torino e Venezia, definito prioritario dai capi di Stato dell'Unione europea nel 1994 e che fa parte dell'elenco di Essen. Le poche risorse disponibili sarebbe meglio investirle nel potenziamento del reticolo stradale esistente: quotidianamente intasate dal traffico risultano essere la Paullese, la Rivoltana, la Cerca. Qui i cittadini sono costretti a subire, anche loro malgrado, la dittatura dell'auto: imbarcarsi su un autobus costretto a circolare in strade strette e intasate soprattutto dai camion, sembra ormai una missione quasi impossibile. Eppure, come propone la mozionevotata dal Consiglio regionale della Lombardia su proposta dei Verdi, basterebbe poco per realizzare su queste arterie dei corridoi preferenziali e protetti per i mezzi pubblici. La musica cambierebbe.
M.V.