di Paolo Hutter
La più liberista (economicamente) delle dittature e la più dittatura dei governi liberisti: così si potrebbe definire l'era Pinochet. Eppure è negli ultimi anni della dittatura che cominciarono i blocchi selettivi del traffico a Santiago.
La capitale cilena sta in una conca pochissimo ventilata sotto le Ande, che appaiono dietro a una cortina giallastra di smog per quasi tutto l'inverno. Ai tempi di Allende la città era meno enorme, e anche se i bus a nafta emettevano puro veleno il tema non era all'ordine del giorno (non lo era neanche nella linda Europa). All'inizio degli anni ‘80 qualcuno cominciò a misurare le concentrazioni inquinanti e a rendersi conto che provocavano vittime. Nessuno dei miei interlocutori cileni di oggi lo ha saputo finora ricostruire - per curiosità storica continuerò la ricerca - ma a un certo punto questo qualcuno convinse il prefetto militare della regione di Santiago che era ora di muoversi. E così nei giorni di maggior inquinamento degli inverni ‘86 e ‘87 si cominciò a bloccare il traffico “por digitos” cioè in base alle cifre finali delle targhe, a rotazione (il sistema cileno non è di targhe alterne, ma si bloccano i veicoli in base a due o più cifre finali). Certo stiamo parlando di livelli di inquinamento superiori ai nostri, ma non così inaccessibili. Si superavano per decine di giorni l'anno i 240 mcg/mc di media di micropolveri, cosa che nelle nostre città accade però tuttora in alcuni giorni. Con i governi della transizione democratica si organizza in Cile la Conama (Comision Nacional de Medio Ambiente) una sorta di Anpa che dall'alto agisce sulle regioni e supplisce in questo caso alla mancanza di un governo metropolitano intercomunale. Dai primi anni ‘90, mi racconta con orgoglio Marcelo Fernandez del Conama, si cominciano a fissare regole e limiti: si proibisce l'immatricolazione di auto non catalitiche, si impone il superamento delle stufe a legna, si toglie zolfo dal gasolio, si danno limiti di emissione alle industrie. Poi la restriccion vehicular diventa sistematica: se non ci sono stati di preallarme, c'è un giorno alla settimana, a rotazione per cifre finali della targa, in cui i non catalitici anche bus devono stare fermi. Se c'è più smog si arriva a bloccare, con poco preavviso, fino a 6 digitos non catalitici e 2 catalitici. L'entusiasmo di alcuni tecnici del Conama porta a varare un piano di disinquinamento molto vasto che comprende 140 misure, comprese quelle urbanistiche per non espandere ulteriormente una città così soggetta a inquinamento. Qui cominciano le incertezze, i conflitti, le difficoltà di applicazione. Altri settori del governo e gruppi economici chiedono di rivedere il piano di disinquinamento, e la revisione produce il nuovo piano che sta per essere approvato. “E' uno smantellamento” dice Patricio Herman che guida il coordinamento Defendamos la Ciudad e che senza aiuto del Conama riesce a bloccare in Tribunale un piano di ampliamento enorme delle aree edificabili di Santiago. “No, non smantelliamo niente di ciò che abbiamo fatto, solo razionalizziamo e rendiamo più realistici e praticabili i passi futuri” replica dalla Conama Marcelo Fernandez. L'asso nella manica (o la foglia di fico, secondo i detrattori) è il progetto dei “buoni di disinquinamento” che accanto alla riforma del trasporto pubblico dovrebbe portare entro pochi anni l'aria di Santiago ai livelli previsti dalle norme internazionali. Con i buoni di disinquinamento chiunque intraprenda una nuova attività significativa a Santiago che comporta - direttamente per le emissioni o indirettamente per la mobilità - un aumento delle emissioni dovrà finanziare un'analoga diminuzione delle emissioni, per esempio finanziando la conversione a metano del parco bus o simili. Una specie di Kyoto relazionata allo smog. Per Fernandez solo meccanismi economici di questo tipo possono dare risultati perché “non possiamo proibire lo sviluppo di nuove attività, la crescita della città, l'acquisto di auto.” Vedremo come si sviluppa questa disputa tra ecologisti del limite ed eco-capitalisti e come funzionerà l'esperimento dei buoni.