L'estate della lotta agli ogm potrebbe ripetersi. Dopo la scoperta e taglio, in tutta Italia, dei campi con piante di mais transgenico coltivato inconsapevolmente ma illegalmente, la battaglia per tutelare l'agricoltura convenzionale di qualità e quella biologica, avrà un autunno ed un inverno assai duro, il cui esito non è scontato.
Il fronte del no agli ogm ha la sua punta più avanzata nel Piemonte, governato dal centrodestra, e quello del sì nel Friuli, governato dal centrosinistra. In mezzo la Lombardia che, pressata dai grandi produttori agricoli, sta tentando un impraticabile tentativo di coesistenza. Questa estate il presidente della giunta Roberto Formigoni ha, infatti, deciso di non seguire il suo omologo piemontese Enzo Ghigo nelle distruzione delle coltivazioni transgeniche, ma di destinare il mais alla produzione di carburante. L'uso per l'alimentazione umana ed animale è vietato dalle leggi italiane, solo questo ha evitato che Formigoni decidesse di non prendere provvedimenti, in Friuli sono dovuti intervenire i carabinieri del nucleo operativo ecologico per far rispettare il decreto Amato sui mais ogm illegali. La posizione assunta dalla giunta lombarda non tiene, però, conto dei danni provocati dalla contaminazione genetica, che è proseguita fino al taglio. Nessuno è in grado di sapere dove siano finiti il polline transgenico e i microrganismi modificati nel terreno. E', quindi, ragionevole ipotizzare che siano in circolazione ibridi ogm nati dall'inseminazione tra piante convenzionali e transgeniche, e che hanno dato vita ad ulteriori specie, di cui non si sa alcunché, a partire dalla stessa esistenza. Proprio su questo punto è in atto una dura battaglia all'interno dell'Unione Europea, e del governo, per i regolamenti sulla coesistenza tra agricoltura transgenica, convenzionale e biologica. Per dare il via libera alle culture ogm Verdi, Coldiretti, associazioni ambientaliste chiedono che vi sia tolleranza zero per le sementi, responsabilità civile per gli agricoltori le cui coltivazione dovessero inquinare i campi vicini, e la possibilità per le regioni di dichiararsi ogm free. In Europa questo fronte è ampio, oltre all'Italia vi sono: Germania, Austria, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Portogallo, Grecia. Come per gli avvenimenti estivi italiani i governi sono sia conservatori che progressisti, non vi è, però il commissario all'agricoltura, l'austriaco Franz Fishler, decisamente su posizioni favorevoli alle multinazionali del biotech. Vi è infine un altro fronte, quello della contaminazioni delle sementi. Il commissario alla salute e ai consumatori, l'irlandese David Byrne, tramite l'apposito comitato tecnico, ha proposto una soglia tra lo 0,3 e lo 0,7 sia per l'agricoltura convenzionale, sia per quella biologica.A questa posizione si è opposto il medesimo fronte della coesistenza, Italia in testa, inoltre la Germania ha sollevato una formale eccezione, secondo i tedeschi si tratta di una materia agricola, quindi l'argomento deve tornare ad essere trattato dal commissario all'agricoltura. Intanto, in Italia, hanno iniziato a riunirsi i fronti che chiedono per il prossimo anno una semina ogm free. All'inizio di novembre, a Roma, dovrebbe esserci una riunione ufficiale, mentre a Verona, alla fine di settembre, si è tenuta la prima. Il tempo corre, poiché le sementi di mais e soia iniziano ad essere trasportate in Italia, dagli Stati Uniti, a dicembre, visto che il nostro paese, in questo settore, quello primario, è assolutamente dipendente da oltre oceano.
D.P.