di Natale Ripamonti
Nella prossima primavera, prima delle elezioni europee, si svolgeranno diverse competizioni per eleggere Sindaci e presidenti di Provincia. In Lombardia, oltre alla Provincia di Milano, ormai considerata un test simbolico per la non irrealistica possibilità di sconfiggere il centro destra, si voterà nelle provincie di Bergamo, Brescia, Pavia, Lodi, Lecco e Sondrio.
I Verdi lombardi hanno deciso di portare il proprio contributo programmatico, insieme ad autorevoli candidature, nello scontro elettorale per far vincere le ragioni di un progetto di riforma sociale ed ambientale. La nostra scelta di campo è decisamente nel centro sinistra. C'è una forte pressione da parte degli elettori per determinare la condizione per una vasta coalizione unitaria che sappia sconfiggere la destra. I Verdi non possono essere insensibili di fronte a queste richieste, anzi, possono esercitare maggiormente la loro vocazione unitaria e di collante tra le diverse forze democratiche e di sinistra, che dovranno comporre la coalizione. Ma la scelta del centrosinistra non può determinarsi in una condizione di subalternità nei confronti dei nostri alleati. I contenuti ecologisti devono diventare centrali nei programmi della nostra coalizione. Questa è la vera garanzia perché gli elettori possano esercitare il proprio diritto di scelta di fronte a proposte programmatiche realmente diverse. In altre parole, l'ecologismo non è un elemento aggiuntivo ai soliti programmi più o meno simili, ma deve diventare l'elemento centrale di una proposta di futuro sostenibile, equo e realmente innovativo, e per questa via rendere evidente la differenza tra i programmi presentati agli elettori. Infine i Verdi dovranno esercitare un rigoroso controllo relativamente alle scelte dei candidati a presidente di Provincia. Occorre scegliere donne e uomini che sappiano sintonizzarsi con la società civile, anche a scapito della legittima aspirazione dei partiti, in particolare Ds e Margherita, di presentare proprie candidature, a volte interpretate dall'elettorato come troppo interne a logiche di spartizione partitica. Non si tratta di fare un po' di demagogia sul valore aggiunto dei candidati provenienti dalla società civile, ma di scegliere le persone più riconosciute, stimate e che sappiano creare tra gli elettori stimoli e speranze positive. Per garantirci questi risultati, politici programmatici e sulle candidature, dobbiamo ricostruire il nostro soggetto verde in modo convinto e autorevole. Il centro sinistra ha bisogno dei Verdi se i Verdi sono unitari, non compromessi in politiche eticamente da condannare, coerenti ed orgogliosi della proposta ecologista. Abbiamo già rafforzato la segreteria tecnica della Federazione regionale col compito prioritario di “accompagnare e aiutare” le provincie che saranno chiamate a votare nella prossima primavera. La nostra presenza è ancora molto esile e la nostra organizzazione gracile. Tuttavia l'obiettivo di presentarci in tutte le provincie è rag- giungibile, anzi la preparazione della campagna e la scelta dei candidati può contribuire a far rinascere una presenza di una rete di ecologisti sul territorio più significativa. Abbiamo bisogno del contributo di tutti, ma soprattutto abbiamo bisogno di fiducia nelle nostre ragioni a Sondrio come a Bergamo, a Brescia come a Lodi. Esiste da parte del coordinamento regionale la forte determinazione perché dalla Lombardia parta un segnale di cambiamento per il centro sinistra e per i Verdi. Dobbiamo avere fiducia negli elettori che apprezzano la presenza dei parchi nel nostro territorio, condividono la nostra intransigenza per garantirci un'agricoltura di qualità e per la sicurezza alimentare, ci stimano quando difendiamo i diritti degli emarginati e combattiamo la presunzione dei potenti di sfuggire alle regole del vivere civile quando sono colti con le mani nel sacco, capiscono le nostre proposte alternative in materia di diritto alla mobilità se sono finalizzate a qualificare l'ambiente e a dotare di buone, utili e sostenibili infrastrutture il territorio.