monguzziSaponaro

Chi siamo

Storia del Gruppo Verdi in Consiglio Regionale della Lombardia

Carlo Monguzzi

Marcello Saponaro

Contatti

Attività del Gruppo

Vertenze

Tematiche

Dossier

Comunicati stampa

Attività istituzionali

Appuntamenti

Ecoappunti

L'archivio di Ecoappunti

I Fondamentali

Costituzione della Repubblica Italiana

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Protocollo di Kyoto

Carta Globale dei Verdi

Normativa

Selezione (arbitraria) delle normative vigenti

Collegamenti

Altri collegamenti


Iscriviti alla newsletter del Gruppo Regionale

Cerca


Sito denuclearizzato

Data: 9 dicembre 2007

Energia. No all’eolico sulle Alpi

Energia eolica sulla Alpi? Contrariamente a quanto si possa pensare l’investimento pare proprio non essere vantaggioso. A dimostrarlo è uno studio della Cipra, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, che ha elaborato un dossier. Non un aut aut per motivi di tutela paesistica (anche se alcune considerazioni al riguardo Cipra le esprime), ma uno studio per spiegare come, numeri alla mano, sia meglio concentrare investimenti in impianti ben fatti soprattutto lungo le coste marine, dove il vento spira in modo più costante e regolare. Di attivo, sull’arco alpino, al momento c’è ben poco e quel che c’è, come in Svizzera, contribuisce solo in minima parte al fabbisogno energetico nazionale (0,08%). Nelle Alpi, sottolinea Cipra, l’energia eolica ha una disponibilità molto irregolare: quasi inesistente d’estate, più consistente d’inverno. Questa incostanza rende quasi nullo il contributo degli impianti eolici alla riduzione dei gas serra, poiché è necessario ricorrere a centrali convenzionali per fornire energia integrativa. Meglio quindi concentrarsi nelle zone più ventose, dove anche l’impatto paesistico è più limitato. Progetti di grandi investimenti in centrali eoliche lungo le coste sono stati attivati da Germania, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, paesi Bassi, Belgio, Danimarca e Svezia. Nel suo dossier, Cipra non esprime una posizione contraria, ma si limita solo ad avvertire i politici che simili progetti avrebbero più senso e sarebbero più proficui in altre zone, con caratteristiche geografiche e climatiche più adatte. Una considerazione sull’impatto paesistico alpino, comunque, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, la esprime.Gli impianti che si costruiscono oggi sono infatti molto grandi (alti da 90 a 130 metri) per cercare di utilizzare al massimo il vento disponibile. Queste torri, però, mal si sposano con il paesaggio alpino, fatto di vette molto alte, spesso visibili a grandi distanze. Collocare queste grandi pale in queste aree, per di più per ottenere poca energia, come dimostrano i dati, sarebbe controproducente anche dal punto di vista turistico. Per queste ragioni la Cipra conclude il suo rapporto, sottolineando come l’energia eolica non sarà mai la principale forma di produzione energetica nelle Alpi. In alcune aree, con piccoli impianti, sarà possibile, e conveniente dal punto di vista economico, integrarla con l’energia prodotta dalle centrali idroelettriche. In questo modo si colmerebbe la lacuna dell’irregolarità relativa alla disponibilità. L’energia idroelettrica, infatti, al contrario dell’eolica, è disponibile soprattutto d’estate. D. D. S.