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Data: 9 dicembre 2007

Dove vanno i Verdi? Dove dovrebbero andare?

Da Ecoappunti, - 9 dicembre 2007

Il tema ambientale resta quello fondamentale: ne va della stessa vita del/sul pianeta, per come la conosciamo.
Non sembra però che l'umanità nel suo complesso abbia coscienza dei rischi che corre, almeno abbastanza per reagire in modo proporzionatamente conseguente: le “elites” al comando sono occupate nella politica di corto respiro del guadagno immediato (spesso solo finanziario), la maggior parte degli altri nel cercare di sopravvivere. Bisogna cambiare il modello dello sviluppo, uscire dalla logica dello sfruttamento (dell'ambiente e delle persone) e del profitto esasperato prima di tutto. Servono più democrazia e partecipazione.
Anche in Italia sperimentiamo un diffuso pensiero “liberista”, feticista dello “sviluppo” incontrollato e della mancanza di garanzie sociali (tutela dei ceti deboli). La destra è incostituzionale e profondamente razzista. Il tentativo del Pd di organizzare soprattutto l'ala “moderata” dell'Unione ha liberato in questo quadro forze significative, legate alla tradizione socialista e con esperienza di governo (penso a Sinistra Democratica). Esiste ora la possibilità di costruire un “fronte” di lavoro comune della sinistra che pesi finalmente sulle scelte del governo di questo Paese; certo, i Verdi devono starci con la loro specificità (sono gli unici ad aver chiaro fino in fondo il ruolo centrale della questione “ambiente”), ma non dobbiamo temere di lavorare con chi come noi vuole cambiare il modo di stare al mondo. Il tentativo funzionerà se abbandoniamo reticenze e interessi “di bottega”: a partire da coordinamenti sul territorio e da programmi d'azione comune (anche istituzionale, dove possibile). Senza temere alleanze elettorali vere, in cui i Verdi dovranno (sottolineando il loro riferimento “ambientale”) presentare proprie liste finché l'ambiente non sarà divenuto organico alla linea di tutti i progressisti.