Da Ecoappunti, - 10 luglio 2007
Il dibattito sulle politiche di gestione dei rifiuti rischia di non affrontare il merito delle questioni perché è condizionato dalle prese di posizione ideologiche e acritiche di chi si schiera a favore
È possibile ridurre la produzione dei rifiuti a Milano attraverso il sistema degli acquisti verdi nella pubblica amministrazione e stringendo accordi per la riduzione degli imballaggi con la Grande Distribuzione Organizzata , con Confcommercio e Confesercenti perché il Comune di Milano non lo fa?
E se c'è da migliorare le percentuali di raccolta differenziata e da reintrodurre la raccolta dell'umido domestico, perché Milano e Amsa non investono in questa direzione?
Ma ancora, Se Milano incrementerà la raccolta differenziata cosa sarà bruciato nel nuovo inceneritore che Amsa vuole costruire in pieno Parco Sud?
Forse perché l'impianto funzioni a pieno regime (circa 500mila tonnellate anno di previsione) bisognerà importare rifiuti speciali da altre regioni che non riescono a smaltire la propria produzione.
E se Milano (dati Amsa) soddisfa i suoi bisogni fra l'inceneritore di Silla e la raccolta differenziata (730mila t/anno divise in 450 bruciate a Silla e il resto differenziato) perché immaginare proprio in città il nuovo impianto e non in un'altra zona della Provincia dove si presentassero eventualmente problemi di autosufficienza?
Dunque meglio ragionare, prevenire e riciclare che aderire senza se e senza ma alla ideologica proposta di chi vuole bruciare senza faticare.