Da Ecoappunti, - 10 luglio 2007
Oppure qualcosa di più importante. Un anno fa, e seppure con una maggioranza ristrettissima, i cittadini italiani ci hanno affidato il compito di governare. E governare vuol dire risolvere i problemi del paese, a partire dalla sua parte più debole e cioè i poveri, gli anziani, i pensionati. Indipendentemente dal colore della loro pelle.
La prima cosa fatta dal governo è stata la peggiore: l'istituzione di un numero eccessivo di ministeri e di uno spropositato di sottosegretari tale da fare impallidire anche i momenti più sgradevoli della prima repubblica.
Poi qualche piccola liberalizzazione subito rimangiata per le proteste delle varie corporazioni; una gestione irresponsabile dell'indulto (un ladro che esce dal carcere se non ha una casa, un lavoro e un'assistenza adeguata è assai probabile che per campare torni a rubare), una riforma fiscale troppo timida, e come unica cosa veramente positiva l'intervento sui conti dello Stato.
Per il resto promesse poi smentite, e di fatto solo interminabili discussioni e prese di posizione pubbliche che hanno completamente disorientato l'opinione pubblica e il nostro elettorato che infatti ci sta massicciamente e inesorabilmente voltando le spalle. Ora due sono le vie: o prendere atto del fallimento, gettare la spugna e tornare a votare riconsegnando il paese a Berlusconi con l'ammissione esplicita che la sinistra non è in grado di governare, oppure concentrare tutti gli sforzi e le risorse per far funzionare il Governo e risolvere i problemi del paese.
Vedo invece che la maggior parte del tempo e delle energie viene impiegato nel discutere e costruire il Partito Democratico e nel discutere e costruire la Sinistra alternativa.
Tutti e due degnissimi obiettivi ma, secondo me, in questo momento assolutamente secondari rispetto al governo del paese.
Un fortissimo partito democratico e una splendida sinistra alternativa con Berlusconi al Governo per altri 20 anni mi sembrerebbero una magrissima consolazione.
Per queste ragioni, e non solo per questioni di contenuto e di strategia di cui abbiamo già molto scritto e parlato, e utile che noi si continui a “fare i Verdi”.
Ambiente, diritti e solidarietà sono i contributi concreti che noi dobbiamo portare al cambiamento del paese, anche col nostro debole 2%, ma questo è il momento dell'assunzione di responsabilità.
Il resto rischia di apparire come alchimie, tattiche, posizionamenti e riposizionamenti, magari cose rispettabili ma che in questo momento non mi sembrano né utili né particolarmente interessanti.