Da Ecoappunti, - 10 luglio 2007
Edilizia ospedaliera - Cittadella sanitaria a Quarto Oggiaro Il trasferimento dell' Istituto Nazionale dei Tumori (Int) dalla sede di via Venezian all'area dell'Ospedale Sacco continua a suscitare perplessità tra i dipendenti della struttura, dubbi anche sullo spostamento del nuovo Besta, inizialmente previsto alla Bicocca.
Da sei mesi i lavoratori chiedono di sapere i motivi di questo trasferimento. Non sembra avere chiarito loro le idee l'incontro tra organizzazioni sindacali e direzione generale regionale della sanità avvenuto il 5 luglio. I dipendenti e i cittadini della zona hanno anche invitato i consiglieri regionali per avere da loro notizie e chiarimenti sul loro futuro e nel corso di un incontro avvenuto il 9 luglio i consiglieri regionali presenti (Ds, Margherita, Verdi e Prc) hanno appreso ulteriori elementi della situazione che si è creata. Assenti i consiglieri della maggioranza anch'essi invitati, assente il Presidente della Fondazione Tumori l'ex assessore alla sanità Carlo Borsani. Una realtà è stata sottolineata da tutti i presenti: il progetto di trasferimento dell'Istituto Neurologico Besta e dell'Istituto dei Tumori non è stato mai presentato in maniera chiara e trasparente. Dopo l'annuncio da parte di Formigoni avvenuto nel dicembre scorso, un fulmine a ciel sereno, l'unico atto della Giunta è stata una delibera in cui si formalizzava la promozione dell'accordo di programma tra i vari Enti promotori (Ministero della salute, Inail, Istituto Besta , Istituto dei Tumori, Comune di Milano e di Novate Milanese e Regione Lombardia ). Ulteriore segnale di questo progetto è l'inserimento di poche righe sul progetto nel documento di programmazione economica regionale che sarà discusso a fine mese. Il primo dato è dunque questo: un progetto che incide profondamente sugli assetti dell'offerta sanitaria pubblica di eccellenza e sulla sua allocazione all'interno della Milano, non è chiaramente esplicitato, non è discusso nelle sedi politiche e sociali ma è solo annunciato senza alcuna possibilità di approfondimento e di informazione. E' questo un ulteriore esempio del comportamento democratico della giunta Lombarda che, mentre inneggia alla sussidiarietà e alla partecipazione, chiude ogni spazio di consultazione e di concertazione con le parti sociali e le istanze dei cittadini. Quanto si sa di questo progetto? Poco e soprattutto non sono state date risposte importanti a domande quali: è necessario questo spostamento, è economico, garantisce l'integrità del patrimonio sanitario e scientifico di questi due istituti da sempre all'avanguardia dell'assistenza sanitaria e della ricerca. Altro interrogativo che non trova ancora una risposta: il ministero della salute ha dato il suo avvallo al progetto e perché. I dubbi, aumentano, se si cerca di esaminare gli aspetti economici e finanziari. Il progetto sarebbe finanziato con circa 400 milioni da parte dell'Inail, che nel maggio del 2006 aveva varato un piano di finanziamenti di circa 550 milioni per l'area milanese. Va detto subito che non si tratta di un finanziamento regionale o statale a fondo perduto, ma di un prestito di 25 anni che sarebbe rimborsato dai due istituti, che si troverebbero i loro futuri bilanci ulteriormente appesantiti. A questi fondi si assommerebbero i fondi statali già stanziati per il programmato spostamento del Besta alla Bicocca (40 milioni). Ma i dipendenti dell'Istituto Tumori hanno obiettato: perché non finire la ristrutturazione (dove sono già stati investiti circa 100 milioni) o completare la struttura di Via Amodeo. Ancora: perché abbandonare il progetto di trasferimento del Besta alla Bicocca per il quale sono stati già spesi almeno 5 milioni per la progettazione e non è escluso che si dovranno pagare penali al Gruppo Pirelli, proprietario dell'area?
Senza contare che non si sa a chi andranno gli stabili dove ora hanno sede gli istituti. La reticenza a chiarire questi punti oscuri, può far nascere più di un sospetto, primo fra tutti che più che per fini scientifici e sanitari gli scopi che guidano queste scelte da parte della Giunta Regionale e del Comune di Milano siano ben altri. Un impegno è doveroso e indispensabile da parte dei partiti all'opposizione in Regione e al Comune: non lasciare nulla d'intentato per chiarire tutti gli aspetti di questo progetto e soprattutto non considerarlo già immutabile e indiscutibile.