Da Ecoappunti, - 10 luglio 2007
La proposta di nuovo Piano Cave della Provincia di Bergamo ha provocato non pochi malumori. Ai cittadini prima di tutto, perché alle generose quantità di materiale estraibile decise dalla Provincia, la Regione ha aggiunto le proprie, imponendo quantità superiori alle necessità reali del territorio
In alcuni casi, oltre all'invasività sul territorio e agli effetti devastanti sul paesaggio, tale copiosità di metri cubi rischia di compromettere in maniera irreversibile la qualità di vita degli abitanti delle zone vicine e spesso addirittura adiacenti ai siti di escavazione.
Un esempio per tutti, piccolo per metri cubi ma significativo per la democrazia è quello di Dossena e più precisamente nella frazione Adelvais, 1000 anime di residenti che faranno le spese per i prossimi 10 anni di una gestione a dir poco discutibile delle proposte al piano cave portate avanti dai loro amministratori in Commissione Ambiente del Consiglio Regionale, che hanno avvallato tutte le richieste della ditta proprietaria della cava di gesso, il colosso Holcim spa di Merone, Como. Per la cava, sita a poche centinaia di metri in linea d'aria dalle abitazioni, è previsto l'ampliamento che porterebbe la quota cavabile da 600 a 900 mila metri cubi, peggiorando l'inquinamento acustico, estendendo l'impatto ambientale (sparirà tutto il fianco della montagna), con conseguente perdita del valore immobiliare delle case della zona, senza contare i rischi di danneggiamento delle sorgenti e le antiche mulattiere che si trovano nella zona.
Ai danni materiale, si aggiungono quelli morali di una cittadinanza che non era stata preventivamente informata dalla sua amministrazione comunale dell'approvazione del progetto da parte della Giunta. Secondo quanto dichiarato dal sindaco Franco Zani “L'ultima parola spetta alla Regione. La Giunta si è espressa in modo da lasciare aperte le porte quando sarà il momento della negoziazione, in fase della progettazione esecutiva d'ambito, dove presenteremo le nostre ragioni". Ma il momento della negoziazione è ormai passato e gli interessi portati avanti dal sindaco in sede di audizione erano letteralmente identici, coincidente e sovrapponibili a quelli dei cavatori (nel senso che identiche fino all'ultima parola erano le due lettere inviate alla Commissione Ambiente, quella partita dal Comune di Dossena e quella inviata dalla Holcim). Il round finale si giocherà ora in consiglio regionale. Ai cittadini non resta che aspettare e ricordarsi dei difetti di trasparenza di questi amministratori le prossime volte che saranno chiamati alle urne. Questo accade in un comune di mille anime, dove la democrazia poteva essere diretta e praticata perfino al bar dell'oratorio e invece è stata ridicolizzata.