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Data: 5 novembre 2003

I VERDI/ALE AL PARLAMENTO EUROPEO

Malpensa atterra alla Commissione europea
Aperta una procedura di infrazione per l'ampliamento dell'aeroporto

Bruxelles, 5 novembre 2003 - COMUNICATO STAMPA

Lo scorso 17 ottobre 2003 la Commissione ha inviato al Governo italiano una lettera di messa in mora in relazione al caso relativo al progetto di estensione dell'aeroporto di Malpensa, per infrazione del diritto comunitario in materia di valutazione d'impatto ambientale (VIA) sul cosiddetto "terzo satellite", dando così ragione alle denunce presentate dai Verdi al Parlamento europeo e dai seguenti comitati e gruppi locali: Coordinamenti Sindaci di Lombardia e Piemonte, C.OVES.T. (Comitato Ovest Ticino), UNICOMAL (Unione Comitati Malpensa) e Legambiente di Lombardia e Piemonte.
Monica Frassoni, Presidente del Gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo ha così commentato la notizia:
"La costruzione di un "terzo satellite" nell'aeroporto milanese di Malpensa viola apertamente la direttiva sulla valutazione di impatto ambientale. Il governo italiano ha sempre sostenuto che il "terzo satellite" non dev'essere sottoposto alla VIA in quanto il completamento dell'aerostazione rientra nelle superfici - e volumi di traffico associati - già autorizzati dal Piano Regolatore Generale (PRG) del 1985. La Commissione riconosce che questa posizione è fuorviante, perché in realtà la superficie in costruzione risulta molto superiore a quella autorizzata dal PRG nel 1985, sia in termini di aerostazione che di infrastrutture (piste e piazzole)".
Poiché le autorità competenti, prima del rilascio della autorizzazione, non hanno effettuato la determinazione volta a verificare se le caratteristiche dei progetti per la costruzione del "terzo terzo" del corpo principale dell'aerostazione passeggeri dell'aeroporto di Malpensa e del "terzo satellite" della stessa aerostazione richiedessero l'effettuazione di una procedura di valutazione di impatto ambientale a norma degli articoli da 5 a 10 della direttiva, la Commissione ha ritenuto che la Repubblica italiana sia venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 4, comma 2, della direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985 concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. In applicazione dell'articolo 226 del Trattato CE, la Commissione ha chiesto quindi al Governo italiano di inviare le proprie osservazioni in merito a quanto segnalato nella lettera di messa in mora, e il Governo italiano ha ora 2 mesi di tempo per rispondere.
L'iniziativa della Commissione giunge dopo mesi di battaglie pubbliche in cui i comitati e le organizzazioni coinvolte hanno cercato di dimostrare l'insostenibilità dei grandi progetti di espansione del volume di traffico e delle infrastrutture di Malpensa.
L'eurodeputato verde Reinhold Messner ha aggiunto:
"L'aeroporto ha superato nettamente il limite di operatività autorizzata di 400 movimenti al giorno e le nuove opere sono funzionali a tale superamento e propedeutiche a futuri aumenti di traffico, ottenibili con la realizzazione della terza pista, scavalcando gli accordi presi con le comunità locali. I Verdi al Parlamento europeo si augurano che questa iniziativa della Commissione rimetta in discussione i progetti di espansione della SEA (società che gestisce i due aeroporti milanesi) che comporterebbero il degrado irreversibile del Parco del Ticino ed il grave peggioramento della qualità della vita per gli abitanti della zona".
Ricordiamo solamente alcune delle opere che sono previste nei prossimi anni:
- La terza pista a Malpensa, che significherebbe l'interruzione del corridoio biologico del Ticino, fondamentale per il patrimonio faunistico del parco e per l'importante corridoio di rotta migratoria che rappresenta verso il Nord Europa. Aumenterebbero infatti in modo esponenziale decolli ed atterraggi e quindi il numero di passeggeri trasportati, quando già il numero di passeggeri attuale supera i 20 milioni/anno ed è di molto superiore a quanto previsto ed approvato dalla Regione con il Piano Regolatore di Malpensa nel 1985 che prevedeva un tetto di 12 milioni/anno;
- Sei nuovi ponti sul fiume Ticino;
- Quattro nuove arterie autostradali di collegamento con le direttive esistenti (Boffalora Malpensa, Novara-Gallarate, Variante SS 33 Sempione e SS 11 Abbiatense);
- Nuovi poli estrattivi per l'approvvigionamento dei materiali necessari alle opere (milioni di metri cubi di materiale che verranno estratti da cave e dai lavori di scavo per le nuove strade)
- Nuovi poli fieristici.
Monica Frassoni
Deputata al Parlamento Europeo
Presidente Gruppo dei Verdi/ALE