Scacco alle manipolazioni legislative del governo italiano. La Commissione europea risponde a un'interrogazione di Monica Frassoni.
La Commissione europea per mezzo della Commissaria ai trasporti e energia Loyola de Palacio, ha risposto a un'interrogazione scritta presentata da Monica FRASSONI, capogruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo affermando che "la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile" e che "le disposizioni specifiche della disciplina comunitaria relative agli aiuti destinati alle fonti energetiche rinnovabili sono applicabili soltanto alle fonti rinnovabili che rispondono alla definizione dell'articolo 2 della direttiva 2001/77/CE", cioè che non vi può essere alcun incentivo all'incenerimento della parte non biodegradabile dei rifiuti con fondi destinati alle fonti energetiche rinnovabili.
Nell'interrogazione alla Commissione presentata con il collega Guido Sacconi, Monica Frassoni affermava che "la bozza di DPR "recepimento della direttiva 2001/77/CE sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità", attualmente in corso di approvazione in Italia, prevede, all'articolo 15 che i rifiuti, compresa la frazione non biodegradabile, sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili" e chiedeva se tale parte non biodegradabile dovesse essere esclusa dal regime degli incentivi in quanto non in linea con la direttiva 2001/77/CE. La Commissione ha confermato che tale parte deve essere esclusa dagli incentivi.