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Mobilità e infrastrutture

15/05/2008

Legge regionale "Infrastrutture di interesse concorrente statale e regionale"

Con questa legge la Regione Lombardia avoca a sè stessa numerose procedure valutative e approvative di opere soggette alla "legge obiettivo" nazionale, ipotizzando assurdi poteri sostitutivi del presidente della Regione verso il Governo nazionale.
Inoltre consentirà di inserire nelle concessioni lo sfruttamento economico di aree territoriali più o meno vagamente collegate all'infrastruttura oggetto di concessione.

29/09/2007

Aria e Mobilità

Seminario di formazione per eletti verdi e ambientalisti del nord
Promosso da Monica Frassoni e Sepp Kusstatscher
Milano - Palazzo delle Stelline

28/02/2006

Dossier Muoversi meglio in Italia

 

L'Italia ha bisogno di una strategia complessiva su trasporti e mobilità , che permetta agli italiani di muoversi meglio e alle città di respirare. I Verdi hanno una proposta seria e articolata. Eccola, con tanto di mappa dell'Italia, dove sono indicati interventi e misure utili per far ripartire il paese.
Invece di devastanti grandi opere, inutili e costose, i Verdi presentano qui una rete di priorità, disegnata a partire dalle vere esigenze dei cittadini. Cantieri fermi da anni, tratti ferroviari da completare, servizi da potenziare, progetti che non decollano, dalle autostrade del mare alla sicurezza stradale. E molta attenzione alle città, punti nevralgici di una politica concreta per la mobilità sostenibile, dimenticate completamente dal governo Berlusconi.
Non ci sono soltanto cantieri nel progetto dei Verdi . Ci sono soprattutto le proposte utili per un paese che ha deciso di ripartire e che ha bisogno di muoversi e respirare. E non ha voglia di andare alla deriva in un mare di propaganda e di cemento inutile.

24/02/2006

Metropoli tranquille - Una ragionevole politica dei trasporti per il Nord Italia

Dossier di Andrea Debernardi presentato nel corso del convegno "Governo del territorio, mobilità ed ambiente nel Nord Italia: come conseguire gli obiettivi di Kyoto? " organizzato dal WWF Italia e dalla rivista di settore "ItaliaMondo" con il patrocinio della Provincia di Milano, Assessorato al Territorio.

08/02/2005

Le soluzioni dei Verdi su infrastrutture e trasporti per una mobilità sostenibile

Documento elaborato da Anna Donati, responsabile Trasporti ed infrastrutture per la Federazione dei Verdi in collaborazione con: Elio Riccarand, Tullio Berlenghi, Pietro Mezzi, Paolo Lozza, Monica Frassoni, Sepp Kusstatscher, Pamela Meier, Claudio Magagna, Franco Parlavecchio, Gianluca Borghi, Alberto Mangano, Erasmo Venosi, Mario Pavesi, Claudio Del Lungo, Dario Esposito.

13/01/2005

Ferrovie italiane: più sicurezza sulla rete, meno tratte inutili ad alta velocità.

Per il governo Berlusconi solo grandi opere e tagli alle risorse per la rete esistente
Se si cancella il Ponte sullo Stretto, si liberano i finanziamenti per la
sicurezza dell'intera rete ferroviaria italiana a cura della senatrice Anna Donati - Gruppo Verdi

31/07/2004

Programma Infrastrutture Strategiche

Allegato al DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA (DPEF) 2005-2008

20/07/2004

Alta Velocità Milano Verona: Interrogazione di Anna Donati al Senato.

Le carenze e le incongruenze della delibera Cipe che approvava un progetto che non rispetta rilevanti prescrizioni e che presenta essenziali carenze relative all'affiancamento con la Brebemi.
Il testo dell'interrogazione

12/07/2004

Grandi infrastrutture e granitiche certezze

Uno dei cardini del programma dell'attuale governo sono stati, e sono tuttora, i grandi progetti infrastrutturali , quasi tutti di trasporto. Per accelerarne l'iter, è poi stata varata la "Legge Obiettivo".

Grandi, costose e inutili
Le risorse finanziarie pubbliche disponibili sono apparse da subito largamente insufficienti, quindi si è molto puntato sul ruolo dei privati ("Project Financing"). Ma anche su questo versante sono sorti immediatamente gravi problemi, poiché i traffici (reali) previsti sono risultati modesti.
Si è ricorso allora a "privati" che tali non sono, come Fs o Fintecna, e ad ampie garanzie pubbliche per gli investitori, garanzie che di fatto rappresentano una spesa pubblica "mascherata". Oppure si sono tassati in modo occulto tutti gli utenti, come nel caso degli investimenti di Autostrade per l'Italia, attraverso il rialzo generalizzato delle tariffe su tutta la rete.
Che in tutto il mondo i "grandi progetti" cari ai politici abbiano generato risultati economici generalmente disastrosi, è d'altronde cosa nota agli studiosi del settore. (1)
Tuttavia, nessuno nel governo ha preso spunto da queste vicende per mettere in dubbio la necessità di molte di queste opere (pur essendo lo scarso traffico un forte segnale in tal senso). Gianfranco Miccichè, viceministro per il Mezzogiorno, è stato l'eccezione quando ha dichiarato alla stampa che "(...) il ponte sullo stretto di Messina non è prioritario (…)", ma solo per il breve spazio di un mattino.
Alcune Regioni, come Umbria e Toscana, non vogliono le opere che le riguardano, perché le giudicano inutili. Le ferrovie hanno tentato invano di proporre al Cipe una soluzione meno costosa del prolungamento dell'alta velocità fino alla Sicilia, perché ritengono che non ci sarà mai abbastanza domanda.
I francesi hanno acconsentito a partecipare alla linea alta velocità Torino-Lione solo dopo che l'Italia, molto generosamente, si è accollata il 63 per cento dei costi (hanno valutato insufficiente il traffico). L'Europa ha accettato di includere il ponte sullo Stretto tra le opere prioritarie solo dopo straordinarie pressioni politiche. Il motivo del diniego era ancora una volta il traffico insufficiente.
Alcuni studi indipendenti fatti dal Politecnico e dall'Università Cattolica hanno dimostrato che per molte opere il rapporto tra costi e benefici è fortemente negativo. Una recente indagine tra gli imprenditori del Mezzogiorno ha confermato il loro scarso interesse per le grandi infrastrutture.
Negli ultimi tempi, però, al governo si è affiancata Confindustria, richiedendo che per le grandi opere non valgano i vincoli di Maastricht (la cosiddetta "golden rule"). Incredibilmente anche l'Ulivo si è unito al coro: per bocca dell'ex ministro dei Trasporti, Pier Luigi Bersani, ha tacciato di inefficienza il governo, e ha promesso molte più grandi opere in caso di vittoria.

Una tentazione irresistibile
La tentazione del cemento si dimostra irresistibile non solo in Italia: la Commissione Van Miert ha presentato uno studio "rigoroso", da cui risulta che qualsiasi opera è giustificata purché piaccia ai promotori politici.
Perché la tentazione del cemento è così irresistibile? Cerchiamo di capirlo.

· Nessuno saprà che l'opera è uno spreco di preziose risorse : ci vogliono anni a finirla, poi si inaugurerà, e qualcuno la userà (magari il governo è cambiato eccetera). Cioè: visibilità politica immediata, e problemi di efficienza occultati o comunque dilazionati nel tempo. Basta definire "strategica" qualsiasi sciocchezza tecnica.

· Anche i politici locali in genere son contenti (le eccezioni citate confermano la regola). E così le banche che costruiscono i programmi finanziari garantiti, e ovviamente le imprese di costruzione, spesso "vicine" ai politici locali (il settore non è "foot loose", non si possono acquistare ferrovie o strade già pronte).

· Gli utenti sono comunque contenti (anche se sono troppo pochi per giustificare la spesa).

· Il settore è uno dei pochissimi rimasti in cui si possono spendere molti soldi per il consenso politico, senza incappare in quei noiosi vincoli europei agli aiuti di Stato.
Ma è poi così grave costruire un po' di opere di dubbia utilità? Prima o poi serviranno comunque. Non sarebbe grave se i soldi pubblici fossero abbondanti, o non vi fossero destinazioni alternative della spesa. O se questa spesa avesse un importante impatto anticiclico, oppure incentivasse straordinariamente il progresso tecnologico del paese, o ne valorizzasse le preziose risorse ambientali.
Ma non esiste nessuna di queste condizioni. I soldi sono scarsissimi, le destinazioni alternative molto più promettenti anche in termini strettamente economici (ricerca, patrimonio artistico-ambientale, e così via). I "picchi" di spesa e di occupazione arriveranno tra molti anni (quando, si spera, il ciclo non continuerà a essere negativo). Il settore delle opere civili è tecnologicamente maturo, molte grandi opere hanno impatti ambientali perlomeno discutibili.
C'è infine il rischio di cantieri aperti con fondi insufficienti a finire le opere con devastanti "stop and go" (cantieri chiusi e riaperti) per anni a venire.
La distruzione di ricchezza realizzata da opere di scarsa utilità economica vanifica ogni contenuto reale di eventuali ricorsi alla "golden rule".
Ma nessuno lo saprà. L'opposizione apra almeno un confronto serio sulle priorità di spesa e sui modi per valutarle, invece di riproporsi in sciagurati "inseguimenti".

(1) Vedi per esempio due recenti ricerche, una tedesca di Werner Rothengatter e una americana di Alan Altshuler. Ma le stesse traversie finanziarie del tunnel della Manica, fallito di fatto due volte per traffico insufficiente, sono un caso emblematico.

31/03/2004

ALTA VELOCITA': "Condannata l'Italia per appalti a trattativa privata AV: ora si adegui revocando i contratti"

COMUNICATO STAMPA di Anna Donati e Monica Frassoni

"L'Italia condannata per gli appalti a trattativa privata delle tratte ad Alta Velocità Milano-Genova, Milano-Verona e Verona-Padova. Lo ha deciso ieri la Commissione europea deliberando di inviare un parere motivato alla Repubblica Italiana per la violazione di ben due articoli del Trattato comunitario, 43 e 49, in materia di appalti e concessioni". Lo rendono noto la senatrice Anna Donati, Capogruppo Verdi in Commissione LLPP di Palazzo Madama e l'on. Monica Frassoni, Copresidente dei Verdi al parlamento europeo, che oltre un anno fa avevano presentato un dettagliato ricorso in sede europea denunciando l'illegittimità del ripristino a trattativa privata, ai vecchi consorzi scelti senza gara nel 1991, dei lavori delle tre tratte ad alta velocità, deciso dal governo Berlusconi nel collegato Infrastrutture.

"Con la decisione assunta ieri - hanno continuato le parlamentari verdi - siamo arrivati alla terza fase della procedura di infrazione a carico dell'Italia. Ora se il governo italiano non decide di adeguarsi finirà dritto alla Corte di Giustizia Europea."
Gli articoli del Trattato violati, 43 e 49, riguardano la libertà di stabilimento dei cittadini dei cittadini in uno Stato membro e la libera prestazione dei servizi all'interno della comunità , visto che la concessione dei lavori a trattativa privata è stata esplicitamente prevista fin dal '91 in esclusiva "ad uno dei principali gruppi industriali italiani".

"Il fatto che i lavori siano stati riservati alle imprese italiane, scelte nel '91 senza gara, - ha sottolineato Donati - è un'aperta violazione del Trattato dell'Unione. L'ammontare dei lavori che ora il Governo italiano deve revocare è stimato in circa 15 miliardi di euro."

"Il pronunciamento della Commissione Europea conferma, quindi, le ragioni della nostra denuncia - ha continuato Donati - Ora l'Italia deve adeguarsi al parere motivato della Commissione: il ministro Lunardi, Ferrovie e Tav devono revocare i contratti ai vecchi consorzi le tratte ad Alta Velocità Milano-Genova Milano-Verona e Verona-Padova e procedere, in futuro, mediante regolari gare di appalto."

"Noi Verdi abbiamo sempre sostenuto, nel corso dell'esame del Collegato Infrattrutture, l'illegittimità del ripristino della trattativa privata per gli appalti dell'Alta Velocità ferroviaria. Al ministro Lunardi avevamo segnalato che evitare le gare, per fare presto, non solo non avrebbe retto, ma sarebbe risultato anche illegittimo. La Commissione Europea ha confermato la nostra denuncia - ha concluso la senatrice Donati -: la politica messa in campo dal governo Berlusconi per semplificare le procedure ed evitare le gare d'appalto sono solo illegittimi escamotage per aggirare le normative vigenti, che evidentemente non funzionano".

16/03/2004

SINDACI, COMITATI E AMBIENTALISTI A BRUXELLES con Monica Frassoni

Bruxelles - 16 e 17 marzo 2004
UN APPELLO A PRODI, DE PALACIO, MONTI E WALLSTRÖM "SULLE OPERE STRATEGICHE ESISTE UN "CASO ITALIA".
Rivolgiamo un appello perché venga confermato nella decisione finale l'orientamento del Parlamento e perché venga dedicata particolare attenzione alle politiche e alle scelte del Governo italiano.

23/12/2003

Contributi per la realizzazione di percorsi ciclabili in aree "critiche" per l' inquinamento atmosferico" - D.G.R. 15807 del 23/12/2003

Beneficiari: Enti pubblici, anche consorziati, che presentino progetti per la realizzazzione di percorsi ciclabili in ambiti territoriali ricompresi nelle zone critiche per l'inquinamento atmosferico (individuati con le delibere di Giunta Regionale n. 6501 del 19.10.2001 e n. 11485 del 6.12.2002). Scandenza del bando: 12 marzo 2004. Il testo dela delibera.

08/12/2003

Reti transeuropee di trasporto e cambiamenti climatici

 

Convegno internazionale dei VERDI
Milano - Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

24/10/2003

Verona - Manifestazione Nazionale: NO A OPERE INUTILI


14/07/2003

La "bufala" del Corridoio 5...


Chi non ha ancora sentito parlare del "corridoio 5" ?
Tutti gli accaniti sostenitori delle nuove autostrade lombarde non perdono occasione per spiegarci che non dobbiamo perdere la storica occasione di far passare dalla Lombardia il mitico Corridoio 5, che collegherebbe Lisbona a Kiev, foriero di investimenti, occupazione, benessere, ecc...
Nel giugno di quest'anno Monica Frassoni, deputata europea dei Verdi (www.monicafrassoni.it), attraverso un''interrogazione parlamentare chiede se la Commissione europea prevede il passaggio del corridoio transeuropeo n. 5 per la Lombardia?
La risposta firmata dalla commissaria europea sig.ra de Palacio è piuttosto chiara: il corrodoio 5 NON passa dalla Lombardia. La bufala è svelata.
I testi integrali
07/06/2003

Il Parco Agricolo Sud Milano: uno strumento per il governo della mobilità metropolitana

La relazione di Petro Mezzi 33K
Il documento 407K, di Andrea Debernardi di Polinomia, è parte di un lavoro commissionato dal Gruppo Consiliare dei Verdi della Provincia di Milano, ed è stata presentata in occasione di due recenti incontri: il primo a Buccinasco il 3 giugno in un incontro pubblico dei Verdi del Sud Milano e il secondo in occasione del convegno sul Parco Sud lo scorso 7 giugno, sempre organizzato dal Gruppo consiliare dei Verdi della Provincia.