Comunicato Stampa
Ancora una volta dovremo aspettare di leggere tutto il referto per vedere se effettivamente il bilancio regionale lombardo del 2008 è stato promosso oppure se la Corte dei Conti ha sollevato alcune importanti al bilancio e al sistema sanitario lombardo. Nella relazione comunque si sottolineano “alcune episodiche distorsioni nel sistema dell’accreditamento”. Ciononostante anche queste esitanti osservazioni sono state rimandate al mittente da Formigoni, che continua a reputare il sistema senza alcun difetto. Il presidente ha già dimenticato la Santa Rita e i numerosi procedimenti a carico delle cliniche private? Il governatore nega che la sanità dal 1998 ad oggi abbia generato un flusso incontrollato di risorse pubbliche ai privati. Solo qualche dato: nel 1998 ai privati andava circa il 22% per la spesa ospedaliera (ricoveri) nel 2008 questa percentuale è cresciuta al 40%. Già nel referto 2007 la Corte aveva evidenziato come le strutture accreditate private sono cresciute dal 2001 al 2007 da 435 a 721 unità mentre quelle pubbliche sono diminuite da 302 a 279. La diminuzione dei ricoveri sia ordinari che day hospital a fronte di un costante invecchiamento della popolazione, può essere anche un segnale non positivo e tutto da analizzare come sono da esaminare attentamente i dati sui tempi di attesa.Il referto della Corte dei Conti comunque è il più dettagliato rapporto delle attività del sistema sanitario, mentre la Giunta non si sogna nemmeno di dimostrare con un rapporto economico e epidemiologico l’eccellenza del modello lombardo. Almeno dal referto della Corte, tra l’altro, potremo apprendere i dati quantitativi dei controlli sui ricoveri, mentre era stato promesso al Consiglio Regionale che questi sarebbero stati pubblicati sul sito regionale semestralmente.Invece, dalla Corte dei Conti, supponiamo, non sapremo ancora quali e quante risorse e come sono gestite dalle società regionali, (es. Infrastrutture Lombarde), come non abbiamo potuto rilevarlo dal bilancio 2008, nonostante lo preveda lo Statuto.Carlo Monguzzi, Consigliere regionale