Da , - 7 novembre 2008
I DATI DELLA REGIONE SMENTISCONO LA REGIONE: NE SONO STATI CHIUSI SOLO IL 13,5%.
FALLISCE LA CROCIATA DI FORMIGONI CONTRO GLI STRANIERI CHE TELEFONANO.
A MILANO E PROVINCIA NE SONO STATI CHIUSI 99 SUGLI 822 PRESENTI (12%)
Negli scorsi mesi il centro-destra aveva orgogliosamente menato vanto di avere chiuso la stragrande maggioranza dei phone-center. Fortunatamente non è così , rimane comunque profondamente ingiusto averne chiusi 255.
Con la legge regionale n. 6 del 3 marzo 2006 Formigoni voleva chiudere i phone-center imputando ad essi problemi di ordine e di disturbo pubblico. I vincoli stabiliti dalla legge erano tecnici (la questione dell’obbligatorietà dei due bagni ad esempio) ma la volontà politica era evidente. La speranza del centro-destra era quella di veder sparire questi luoghi di utilità e di servizio per gli “indesiderati e indesiderabili” immigrati. Ora non solo questa legge è stata bocciata dalla Corte Costituzionale nella sentenza del 24 ottobre 2008 ma apprendiamo dalla giunta regionale che nel periodo di applicazione della legge (aprile 2007-settembre 2008) su 1848 phone center presenti in Lombardia hanno cessato l’attività solo 255, cioè il 13,5%, con grande disappunto di chi aveva vissuto questa legge come una grande crociata.
Ma, come persino Formigoni sa, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Certamente serve una normativa per regolamentare i phone-center in modo che siano utili agli stranieri e non creino problemi a chi vi abita vicino, ma la soluzione del problema va trovata di concerto con gli operatori del settore.
Serve cioè una legge e non una crociata.
Carlo Monguzzi
Consigliere regionale dei Verdi