Data: 20 novembre 2008
20 milioni di Formigoni alle famiglie sono già nel bilancio dell’anno scorso
Da , - 20 novembre 2008
Il solito bluff? Per aiutare le persone in difficoltà la Regione trovi più risorse
Formigoni riduca intanto lo stipendio ai suoi manager sanitari come chiede la finanziaria: libererebbe 3 milioni di euro per sostenere i redditi
Milano, 20 novembre 2008 – “Dalla seduta della Commissione sanità di oggi abbiamo appreso che i 20 milioni alle famiglie non sono aggiuntivi, ma parte erano già nel bilancio dell’anno scorso e parte arriveranno dallo Stato. Ci aspettavamo uno sforzo in più da parte della Regione, che vista ‘la valanga’ in arrivo, ha il dovere di fare molto di più, ad esempio riducendo lo stipendio ai manager della sanità come chiede la manovra approvata dal governo Berlusconi”.
Lo dichiara Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi dopo la seduta della Commissione sanità di oggi in cui è intervenuto l’assessore Bresciani.
“Senza nuove risorse – argomenta Monguzzi – saremmo di fronte a un altro bluff di Formigoni. E poi i 20 milioni divisi per 200.000 famiglie che in Lombardia vivono sotto la soglia di povertà, sarebbero 100 euro a famiglia. E anche se, come ha detto l’assessore Boscagli, i soldi andassero solo alle famiglie indigenti con tre figli, la cifra, per un nucleo familiare così nutrito, non sarebbe molto più alta, circa 4/500 euro all’anno a famiglia. Non bastano: bisogna intervenire sui mutui, sull’estensione della riduzione dell’addizionale regionale Irpef, sui ticket sanitari.”.
“Ci domandiamo – dice ancora il consigliere regionale – chi penserà agli anziani indigenti, ai pensionati poveri, alle famiglie meno numerose e alle mamme sole con figli. E ci chiediamo anche perché la Regione non applichi la norma contenuta nella manovra di agosto che riduce del 20% lo stipendio dei manager della sanità: si libererebbero 3 milioni di euro aggiuntivi che potrebbero sostenere ulteriormente i redditi delle persone in difficoltà”.
“Formigoni – conclude Monguzzi – può scegliere di togliere ai ricchi per dare ai poveri ma per ora sembra non volerlo fare. Nel frattempo le uniche riforme per la povera gente sono l’aumento dei canoni Aler, l’aumento dei biglietti dei treni e i ticket sanitari tra i più onerosi per i cittadini a livello nazionale”.