Saponaro presenta un'interrogazione sul progetto per la produzione di idrogeno da bioetanolo per cui Università degli Studi di Milano e Parco Tecnologico Padano hanno chiesto 253 mila euro alla Regione
Andare in Grecia ad acquistare un macchinario con soldi pubblici vuol dire fare shopping sul mercato internazionale, non certo fare ricerca. Nulla di male in linea di principio, se non che gli “shoppers” sarebbero in questo caso l'Università degli Studi di Milano e il Parco Tecnologico Padano, che lo scorso 13 novembre hanno presentato alla IV Commissione in Regione Lombardia un progetto per la produzione di idrogeno da bioetanolo, chiedendo lo stanziamento di 253 mila euro di fondi (il progetto totale è di 506 mila euro) per l'acquisto del macchinario.
I 253 mila euro che l'Università degli Studi di Milano e il Parco Tecnologico Padano chiedono a Regione Lombardia servirebbero per l'acquisto di un impianto di 5 kilo Watt elettrici e 5 kW termici da sperimentare, per programmare poi, in caso di esito positivo, l'eventuale acquisto di un impianto di ben maggiori dimensioni, annunciato da 100 kWe + 100 kWt, di cui si ignora il costo.
“Lo scopo sociale di questi due enti però – osserva il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro - dovrebbe essere fare ricerca su propri progetti, coinvolgendo i propri ricercatori, stimolando l'innovazione e trascinando l'intero mercato nello sviluppo di tecnologie e produzioni sostenibili e da fonti rinnovabili. Inoltre il progetto prevede coltivazioni di specie arboree o siepi non meglio specificate, la trasformazione dalla cellulosa in glucosio o saccarosio (non ancora definito), la distillazione in bioetanolo e il processamento di questo in un reformer (il macchinario oggetto dell'acquisto) per produrre idrogeno. I residui solidi (lignina) saranno bruciati… forse” .
“Prima di domandare soldi pubblici – prosegue Saponaro - Università degli Studi di Milano e Parco Tecnologico Padano dovrebbero quantomeno specificare il tipo di coltivazioni previste. Si intende promuovere la biodiversità e la ricostruzione del paesaggio, come dichiarato, oppure azzerarli con coltivazione intensiva di pioppi (casualmente indicati durante la presentazione in commissione come la specie a maggior rendimento)? L'Italia – conclude il consigliere - dovrebbe esportare le tecnologie della filiera energetica eco-sostenibile . La Lombardia dovrebbe essere il motore di questa crescita. Le sue università e i suoi Poli tecnologici dovrebbero essere il cervello di questo processo, non dedicarsi allo shopping di tecnologie già sul mercato, sperimentando piccoli impianti per programmare l'ordine di quelli più grandi. E' come se un automobilista acquistasse una 500 per testare la Ferrari.. .”.