I Verdi, e gli ambientalisti tutti, lo dicevano da una decina d'anni: la direttissima Brescia-Milano non servirà, come ancora si promette agli automobilisti fermi in coda sulla A4, a smaltire traffico e ad alleggerire le code attuali.
La sua funzione è quella di “valorizzare” i territori della Bassa, che significa incentivare la costruzione di nuovi insediamenti, residenziali e commerciali, lungo il suo tracciato. Ovviamente la nuova popolazione e le nuove attività economiche in territori che oggi sono alla periferia della congestione padana, saranno generatori di nuovo traffico privato che, come confermano le previsioni degli stessi sostenitori della BreBeMi ( Regione Lombardia ), porteranno alla sua congestione nel giro di pochi anni.
La ricerca pubblicata dalla Banca di Credito Cooperativo ha misurato l'aumento della popolazione e l'aumento delle attività (commercio e produzione), e ci dice che la sola esistenza del progetto BreBeMi “sta attraendo forti interessi commerciali, produttivi e immobiliari”.
Purtroppo non ci dà notizia di come è diminuito o potrà diminuire il livello di qualità della vita degli abitanti dei 40 comuni coinvolti dalla nuova autostrada.
Forse vale la pena di indagare anche quest'aspetto, a meno che non ci interessi solo sapere quanto, con la BreBeMi , aumenterà il reddito dei commercianti e degli immobiliaristi.