Poco o nulla invece per incrementare lo scarso budget per i ricoveri dei lombardi e per la carenza di infermieri.
Le esternazioni di Formigoni sui problemi del sistema sanitario lombardo e sulle possibili soluzioni sono come al solito ammantate da ottimismo e serenità.
La realtà invece parla di tetti di budget per i quali se un ospedale fa più ricoveri non viene pagato e allora si verifica il caso che venga curato e privilegiato solo il non residente lombardo che è fuori budget. Solo in questo modo si quadrano i conti. I ricoveri vengono rinviati a gennaio quando inizia un nuovo budget.
Da anni esiste poi la carenza degli infermieri ed è ormai massiccia la presenza d'infermieri provenienti da altre nazioni. Ma Milano continua ad essere poco ospitale , a cominciare dai prezzi degli affitti che decurtano i bassi salari degli infermieri. Il turn over diventa quindi impressionante: al massimo stanno due anni e poi tornano al paese di origine se stranieri o si trasferiscono in altre zone più vivibili.
Ma a fronte di tali problemi la politica di Formigoni cambia poco o nulla. Come Verdi riceviamo ormai quotidianamente segnalazioni di nomine alquanto discutibili di Primari o responsabili sanitari la cui virtù maggiore sembra essere quella di appartenere a “Medicina e persona” ovvero a Comunione e Liberazione.
In questo quadro, intanto, invece che ad esempio trovare delle abitazioni a basso costo per gli infermieri o incentivare la scelta dei giovani verso questa professione, la maggioranza si appresta a varare una legge che regala 168 milioni per tre anni a soggetti privati onlus per progetti non meglio definiti, prima tra tutti la Fondazione San Raffaele e poi, tra gli altri, a gestori di cliniche attualmente inquisite dalla magistratura.