monguzziSaponaro

Chi siamo

Storia del Gruppo Verdi in Consiglio Regionale della Lombardia

Carlo Monguzzi

Marcello Saponaro

Contatti

Attività del Gruppo

Vertenze

Tematiche

Dossier

Comunicati stampa

Attività istituzionali

Appuntamenti

Ecoappunti

L'archivio di Ecoappunti

I Fondamentali

Costituzione della Repubblica Italiana

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Protocollo di Kyoto

Carta Globale dei Verdi

Normativa

Selezione (arbitraria) delle normative vigenti

Collegamenti

Altri collegamenti


Iscriviti alla newsletter del Gruppo Regionale

Cerca


Sito denuclearizzato

Data: 26 settembre 2003

STOP ALLA BREBEMI: L'AUTOSTRADA SARA' PAGATA DAL PUBBLICO

STOP ALLA BREBEMI: L'AUTOSTRADA SARA' PAGATA DAL PUBBLICO.
STOP ANCHE ALLE BUFALE SUL CORRIDOIO 5: L'UNIONE EUROPEA DICE CHE NON E' VERO CHE PASSERA' DALLA LOMBARDIA.
No alla Brebemi, l’autostrada tra Brescia e Milano, e no alle bufale sul Corridoio 5: l’autostrada non va fatta, meglio il potenziamento del reticolo stradale esistente, costituito dalle strade provinciali Cerca, Paullese, Rivoltana. Mentre non è vero che il Corridoio 5 passerà dalla Lombardia, come invece sostiene chi vuole portare acqua al mulino della comunità finanziaria che chiede nuove autostrade solo per fare business facili a scapito di una mobilità più utile per i cittadini e sostenibile per l’ambiente.
Questa mattina a Melzo una ventina di ambientalisti guidati dai Verdi Carlo Monguzzi, consigliere regionale, Monica Frassoni, eurodeputata, Natale Ripamonti, senatore e Pietro Mezzi, consigliere provinciale, hanno organizzato un presidio per denunciare i progetti di nuove autostrade.
Al presidio è intervenuto anche il sindaco di Melzo, Mario Barbaro, che rappresenta l’associazione di 35 comuni contrari ai progetti della nuova autostrada Brescia Milano e alla nuova tangenziale est esterna milanese. Barbaro ha rivelato che la società Brebemi difficilmente riuscirà a realizzare l’autostrada in project financing perché secondo voci molto insistenti la concessione per la gestione dell’infrastruttura dovrebbe ridursi dai 30 anni inizialmente previsti a 19 anni e 6 mesi: in questo modo sballa il piano finanziario del progetto perché mancherebbero 1000 miliardi di vecchie lire all’appello: per reperire i fondi necessari sarebbe allora indispensabile accendere mutui garantiti dal pubblico. Il sindaco Barbaro ha lamentato anche l’assenza, nonostante diverse richieste, di un’interlocuzione istituzionale con la Regione Lombardia, tra i principali sponsor dell’opera, mentre il senatore Ripamonti ha ricordato che le garanzie che in questi giorni sta dando il ministro delle infrastrutture Lunardi sulle disponibilità in Finanziaria per le grandi opere siano solo fantasie: la realtà è che non c’è un euro e la reiterata richiesta da parte del ministro Tremonti del condono edilizio e di quello fiscale lo proverebbero.
Quanto ai progetti infrastrutturali europei cofinanziati dalla Ue, l’eurodeputata dei Verdi Monica Frassoni ha ricordato che la commissaria ai Trasporti De Palacio, rispondendo a una interrogazione della stessa Frassoni, ha precisato che il Corridoio 5 non passerà dalla Lombardia. L’unica infrastruttura cofinanziata dalla Ue che passerà dalla nostra Regione sarà il collegamento ferroviario Lione, Torino e Venezia, definito prioritario dai capi di Stato dell’Unione euroepea nel 1994 e che fa parte dell’elenco di Essen.


Altri